
Perché continuiamo a fare scelte sbagliate? Secondo un recente studio, comprendere l’errore non mette al riparo dal ripeterlo nuovamente.
A tutti, nella vita, è capitato (e probabilmente continuerà a capitare) di commettere più volte lo stesso errore. Magari, nell’immediato ci si ripromette fino alla nausea di non rifare più il medesimo passo falso, ma dopo un po’ lo schema si ripete. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché continuiamo a fare scelta sbagliate? Secondo un nuovo studio, comprendere lo sbaglio non mette automaticamente al riparo dal ripetere lo scivolone.
La ricerca, condotta dalla UNSW Sydney e pubblicata su Communications Psychology, ha coinvolto 267 adulti provenienti da 24 Paesi. I partecipanti sono stati coinvolti in un gioco online in cui bisognava scegliere alcuni pianeti per guadagnare punti, ma determinate opzioni equivalevano a una penalità. Dopo qualche match, i ricercatori hanno spiegato chiaramente quali erano le scelte che avevano causato una perdita.

Sensibili, inconsapevoli o compulsivi?
Non tutti i partecipanti, una volta commesso l’errore, hanno raddrizzato il tiro. I ricercatori hanno così individuato tre profili comportamentali:
- sensibili: riconoscevano rapidamente la scelta penalizzante e cambiavano strategia;
- inconsapevoli: avevano bisogno di ricevere una ulteriore spiegazione prima di modificare il proprio comportamento;
- compulsivi: continuavano a fare la scelta sbagliata anche dopo averne compreso le conseguenze.
Anche se è stato condotto in un ambiente controllato e non è sufficiente per dire che gli stessi atteggiamenti possano essere replicati in altri ambiti (dal lavoro alle relazioni), il test dimostra che essere consapevoli di un errore non mette automaticamente al riparo dal ripeterlo. Secondo i ricercatori, nel gruppo dei compulsivi la difficoltà non era tanto comprendere il nesso tra scelta e conseguenza, ma trasformare quanto appreso in azione.
Non a caso, a distanza di sei mesi i partecipanti sono stati chiamati a ripetere il test e tutti si sono comportati come già fatto in precedenza.









