Mani sbucciano banana
(Shutterstock.com)

Se anche voi siete soliti togliere i fili dalla banana, sappiate che state commettendo un errore: ecco perché è meglio non farlo.

Fin da bambini, siamo quasi tutti abituati a togliere i fili della banana e a guardarli con una certa diffidenza. Li trattiamo come la buccia, come se fossero scarti che non vanno ingeriti neanche sotto tortura. Eppure, si tratta di un errore, di una privazione nutritiva a tutti gli effetti. Ma, procediamo con ordine.

Da un punto di vista tecnico, i fili della banana si chiamano floema e non sono né un difetto né tantomeno uno scarto. Si tratta, infatti, di un tessuto conduttore che svolge un ruolo centrale nella vita della pianta: distribuisce i prodotti della fotosintesi (in primis gli zuccheri) dalle foglie agli altri organi, inclusi i frutti in crescita e quelli già maturi. Pertanto, senza di essi, il frutto non riceverebbe le sostanze necessarie per crescere e maturare.

Bambino toglie fili dalla banana
(Shutterstock.com)

Perché non togliere i fili dalla banana?

Non tutte le banane hanno la stessa quantità di fili, così come questi ultimi non hanno sempre la medesima dimensione (spessore compreso). A influire sono diversi fattori, come la varietà, il grado di maturazione e le modalità con cui si sbucciano i frutti. Ma, perché non bisognerebbe mai togliere i filamenti? Semplice: non fanno male, ma sono ricchi di fibra e possono anche essere utili alla digestione.

Se temete che i fili possano influire sul gusto, vi sbagliate: nella maggior parte dei casi sono insapori. Talvolta possono avere un retrogusto erbaceo, ma è davvero appena percettibile. Secondo alcuni studi, seppur in quantità molto ridotte rispetto alla polpa e alla buccia, i tessuti conduttori vegetali possono contenere fibre insolubili e tracce di sostanze antiossidanti, quindi perché eliminarli?