
Se assumete gastroprotettori quotidianamente o spesso, la decisione dell’Aifa vi riguarda: è stata decisa una stretta per fermare l’abuso.
Stretta da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sui gastroprotettori. Secondo le stime, nel 2024 la spesa farmaceutica pubblica per questi medicinali ha raggiunto i 619,80 milioni di euro, impattando sulle finanze e sulla salute della popolazione. Non è una novità che, negli ultimi tempi come non mai, ci sia un vero e proprio abuso di questa categoria di medicinali. Sono circa 10,5 milioni gli italiani che assumono una compressa regolarmente, probabilmente ignorando gli effetti collaterali.
Così, per dare uno stop al consumo inappropriato dei gastroprotettori, l’Aifa ha deciso di attuare una piccola rivoluzione. Nella Nota N01 (determina numero 238 del 4 marzo 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 marzo) si chiarisce che questi farmaci saranno garantiti solo a quanti ne hanno un bisogno reale e documentato. Lo scopo, oltre che ridurre la spesa, è salvaguardare la salute della popolazione che, ovviamente, si ripercuote sempre sul Servizio sanitario nazionale (Ssn).
Le nuove normative riguardano solo i cinque principi attivi esomeprazolo, lansoprazolo, omeprazolo, pantoprazolo e rabeprazolo. Al contrario, sono esclusi altri farmaci come la famotidina e il misoprostolo. E’ stato deciso che la rimborsabilità dei gastroprotettori viene garantito solo per il trattamento iniziale della malattia da reflusso gastroesofageo, quindi per un periodo di 4/8 settimane, al termine del quale deve avvenire una rivalutazione medica.

Gastroprotettori: tra eccezioni ed effetti collaterali
L’Aifa ha stabilito anche che, nel caso di recidive frequenti o patologie complicate come l’esofagite erosiva severa, i gastroprotettori sono garantiti per la terapia di mantenimento a lungo termine, ma solo in dosaggio minimo efficace. Se la terapia riguarda pazienti con complicanze gastriche dovute ad altri farmaci, il rimborso è previsto solo per pazienti ad alto rischio, quindi over 65 o affetti da gravi comorbidità sottoposti a cure costanti con antinfiammatori non steroidei, anticoagulanti o corticosteroidi. Sono inclusi pure persone con una storia clinica documentata di emorragie digestive o ulcere pregresse.
La decisione dell’Aifa si è resa necessaria, ci teniamo a ribadirlo, a causa dell’abuso dei cosiddetti inibitori di pompa protonica. Sempre più persone, anche giovanissimi, li assumono senza tenere conto degli effetti collaterali. Parliamo di medicinali che servono a ridurre drasticamente la secrezione gastrica, quindi prescritti in caso di gastrite, reflusso gastroesofageo e ulcera peptica.
Tuttavia, l’uso cronico non giustificato causa problematiche non indifferenti, come: carenze nutrizionali (soprattutto di vitamina B12 e magnesio), aumento del rischio di osteoporosi e fratture ossee, infezioni intestinali pericolose (tipo quelle causate dal Clostridium), disbiosi e addirittura polmoniti.









