In arrivo la prima gigafactory italiana nel 2022 (Shutterstock.com)

I lavori di costruzione partiranno l’anno prossimo e hanno l’obiettivo di andare a realizzare la prima gigafactory italiana. Scopriamo insieme i dettagli.

Sta per nascere la prima gigafactory 100% italiana. L’entrata in produzione dovrebbe avvenire entro la fine del 2024.

Stiamo parlando della prima azienda che realizza batterie elettriche per le vetture elettriche. La location dovrebbe essere l’ex area Olivetti di Torino. Un luogo strategico che da oltre cent’anni racconta e detta i tempi del mondo Automotive italiano.

A lanciare l’annuncio è Italvolt, che ha deciso di investire su questo aspetto. Esiste molto ottimismo su tale aspetto, anche in relazione all’importante supporto delle istituzioni piemontesi.

Stiamo parlando di un investimento di circa 4 miliardi di euro con una superficie di circa 350 metri quadrati. Inizialmente si parla di una potenza capacitiva di circa 45 GWh che potrà essere portata fino a 70 GWh.

In termini di personale coinvolto si parla di circa 4000 persone, che arriveranno a 10.000 prendendo tutti i diversi ambiti.

Tale gigafactory si distanzia comunque dalla gigafactory di Stellantis, in quanto dovrebbe nascere nel famoso complesso di Mirafiori.

Finalmente delle notizie di imprenditoria italiana nell’ambito della mobilità sostenibile.

Sviluppare internamente all’interno del nostro territorio nazionale, una gigafactory, è un dato di indipendenza energetica.

Non dovremmo più dipendere da terzi soggetti per l’acquisto di batterie e quindi il costo per la produzione di vetture potrebbe scendere avidamente. È una data importante quella del 2022 in quanto è la svolta verso una mobilità sostenibile.

Fiat sta spingendo sempre più verso concetti di mobilità sostenibile e presto vedremo la conversione progressiva di tutti i modelli in modelli elettrici.

Qualche ora e dovrebbero arrivare anche informazioni per quel che riguarda la gigafactory di Fiat, sempre nello stabilimento di Mirafiori. È un aspetto importante che dovrebbe dare il giusto slancio alla conversione totale della mobilità sostenibile in Italia.