parete con mattoni in vetro
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L’edilizia sostenibile prende sempre più piede: i mattoni in vetro stampati in 3D potrebbero rappresentare una grande svolta.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, il settore dell’edilizia rappresenta il 39% delle emissioni di anidride carbonica. E’ fondamentale, quindi, rendere il comparto delle costruzioni sempre più sostenibile. In merito è interessante uno studio condotto da alcuni ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) che hanno lanciato un’idea che potrebbe rappresentare il futuro: i mattoni in vetro stampati in 3D.

Un materiale da sempre considerato l’emblema della fragilità potrebbe essere utilizzato per costruire edifici sostenibili. In che modo? Sulla rivista Glass Structures and Engineering, Daniel Massimino, Ethan Townsend, Charlotte Folinus, Michael Stern e Kaitlyn Becker hanno pubblicato un articolo intitolato Additive manufacturing of interlocking glass masonry units. Si legge che è possibile stampare in 3D dei mattoni in vetro, a forma di 8, che possono tranquillamente essere impiegati per la costruzione di pareti smontabili e riciclabili all’infinito.

mattoni in vetro
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Come funzionano i mattoni in vetro?

I mattoni in vetro stampati in 3D possono essere assemblati in varie configurazioni e sono resistenti quanto quelli tradizionali. Una precisazione è d’obbligo: le stampanti tridimensionali utilizzano vetro riciclato, pertanto la sostenibilità della materia prima è garantita al 100%. Stando a quanto sottolineato da Daniel Massimino e Ethan Townsend, i due ingegneri a capo dello studio, le potenzialità della Glass 3D Printer 3 (G3DP3) e dei suoi prodotti potrebbero davvero rappresentare una svolta.

Il vetro utilizzato da questa stampante, infatti, è del tipo sodico-calcico. Si tratta, per intenderci, dello stesso vetro utilizzato per la soffiatura, tipo quella che viene eseguita dai nostri artigiani di Murano. Appena usciti dalla stampante, i mattoni devono essere impilati tramite pioli tondi per creare pareti resistenti, così da immobilizzare diversi elementi. Permettono di creare muri facilmente smontabili, dettaglio che consente il pieno recupero dei materiali. Pertanto, possono essere riutilizzati per costruire nuove pareti di nuovi edifici oppure essere fusi nuovamente per alimentare una stampate 3D e avere un mattoncino di un’altra forma o dimensione. Per il momento, è bene sottolinearlo, lo studio del MIT è in una fase embrionale, per cui dovremmo aspettare ancora un po’ prima di vederli in commercio.