
Le chiazze marroni sul prato non sono una bruciatura, ma una forma di difesa: ecco perché compaiono e quali sono i rimedi più efficaci.
Il caldo estremo degli ultimi giorni non sta mettendo a dura prova soltanto gli esseri umani, ma anche l’ambiente. Molti continuano ancora a negare il cambiamento climatico, ma la realtà è ormai innegabile. In questo scenario, vi sarà sicuramente capitato di vedere comparire sul prato delle brutte chiazze marroni o giallastre. Anche questa, nella maggior parte dei casi, è una brutta conseguenza delle temperature stellari.
Proprio come gli esseri umani, anche l’erba risente del caldo eccessivo, ma a differenza nostra è in grado di proteggersi, ovviamente nel limite del possibile. Queste chiazze che noi giudichiamo antiestetiche e ci fanno pensare subito a una bruciatura non sono altro che il suo modo di resistere alle temperature afose e alla siccità. In altre parole, il prato cerca di conservare le proprie risorse riducendo al minimo l’attività vegetativa e, di conseguenza, rallenta la produzione di clorofilla, il pigmento responsabile del colore verde. E’ per questo, quindi, che compaiono chiazze marroni o giallastre.

Prato con chiazze marroni: i rimedi più efficaci
Appurato che le chiazze marroni sul prato non sono bruciature, ma una forma di difesa dell’erba stessa, c’è un’altra buona notizia: solitamente, non è un danno permanente. Questo significa che, appena le condizioni meteo torneranno favorevoli, l’erba riprenderà la sua normale attività e tornerà ad essere verde.
Tuttavia, spesso è l’essere umano, in modo del tutto inconsapevole, a creare danni permanenti. Come? Nella maggior parte dei casi, annaffiando eccessivamente il prato e facendolo nelle ore meno indicate. Secondo gli esperti, l’erba va bagnata senza esagerare solo all’alba o nelle prime ore del mattino (tra le 6 e le 10) perché solo così l’acqua riesce a penetrare nel terreno prima che il sole diventi troppo intenso.
Un altro errore comune? Tagliare l’erba anche durante le giornate più afose, pensando di migliorarne l’aspetto. In realtà, questa pratica non fa altro che stressare maggiormente la vegetazione e togliere quella copertura che, in un certo senso, la protegge. Più un filetto d’erba è lungo e minore è il sole che penetra.









