
In tanti pensano che la polenta faccia ingrassare, ma la realtà è molto diversa: scopriamo perché dovremmo inserirla nella dieta.
Tra le tante tradizioni gastronomiche della nostra bella Italia c’è la polenta, un cibo squisito, nutriente ed estremamente versatile. Classica, concia, fritta o al forno: si può preparare in tanti modi. Tuttavia, quando si parla di questo alimento sorge sempre un dubbio: fa ingrassare o no? Molti pensano che la risposta sia affermativa, motivo per cui ne limitano il consumo alle grandi occasioni, altri invece la mangiano periodicamente perché sostengono che abbia tante proprietà. Ma, qual è la verità?
Innanzitutto, è bene sapere che la polenta è priva di glutine, povera di grassi ed è una fonte di carboidrati complessi, fibre e proteine. Ergo, garantisce energia in modo graduale senza causare sbalzi glicemici e favorisce il transito intestinale, garantendo il corretto funzionamento dell’apparato digerente e facilitando la digestione. Come se non bastasse, aiuta a mantenere il senso di sazietà più a lungo, evitando di mangiare più del dovuto. Come avrete facilmente intuito, quindi, si tratta di un alimento che non fa ingrassare. Il problema non sta nel cibo in sé, ma nei condimenti con cui si accompagna.

Quante calorie ha e come inserirla nella dieta
Checché se ne dica, la polenta non fa ingrassare. Al contrario, a far salire l’ago della bilancia sono i condimenti che cui solitamente viene portata in tavola, tipo: ragù di carne e salsiccia, costine di maiale, formaggi fusi o generose quantità di burro e olio. Per quanto riguarda la farina di mais in sé, è bene sapere che l’apporto calorico cambia in base all’acqua che si utilizza. In linea di massima, possiamo dire che più è liquida e meno calorie ha. Generalmente, 100 grammi di polenta cotta apportano circa 80/100 kcal (100 grammi di pasta cotta, giusto per rendere l’idea, hanno 160/180 kcal).
Per inserirla nella dieta, quindi, è bene non esagerare con i condimenti, preferendo qualcosa di leggero come verdure grigliate, funghi o legumi e un filo di olio extra vergine di oliva. Una porzione equilibrata non dovrebbe mai superare i 150 grammi ed è preferibile non abbinarla ad altri carboidrati, come pane o pasta.









