
Nel complesso del Foro Italico sorge lo Stadio Olimpico di Roma. Un impianto sportivo polifunzionale con una storia da raccontare.
Alle pendici di Monte Mario, nel complesso del Foro Italico, sorge lo Stadio Olimpico di Roma.
Inizialmente chiamato Stadio dei Cipressi, fu ideato da Enrico del Debbio nel 1927 e inaugurato nel 1932 solo fino al primo anello. Luigi Moretti, nel ’37, lo riprenderà per completarne i lavori dal momento che avrebbe dovuto ospitare i giochi durante il periodo fascista.
Con la guerra, però, lo stadio fu abbandonato. I lavori ripresero nuovamente nel 1949 quando il CONI, suo proprietario, affidò ad Annibale Vitellozzi il suo completamento che avvenne nel ’54.
Lo stadio a questo punto riaprì con il nome di Stadio dei Centomila, per via della quantità di persone che era in grado di ospitare al suo interno. Solo quando a Roma fu assegnata la XVII Olimpiade del 1960 prese il nome di Stadio Olimpico.
Un altro grande cambiamento, che fu affidato a una squadra in cui era presente anche il progettista originario Vitellozzi, avvenne intorno al 1990, per il Campionato Mondiale di Calcio. Il progetto subì numerose modifiche e anche un continuo aumento dei costi. Lo stadio fu quasi completamente demolito e ricostruito in cemento armato e i tutti i settori furono coperti con la creazione di una tensostruttura bianca.
Tra il 2007 e il 2008 fu ristrutturato l’interno dello stadio e ci fu un adeguamento alle norme UEFA. Oggi lo Stadio ha una capienza di 73.661 posti.









