Taro tubero
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Conoscete il taro? Probabilmente, lo avete già visto al supermercato: scopriamo le proprietà e come si usa in cucina.

All’apparenza sembra una patata, ma basta uno sguardo un po’ più attento per rendersi conto che non lo è. Stiamo parlando del taro o eddo, un tubero che negli ultimi tempi è comparso anche nei nostri supermercati. Radice commestibile della Colocasia esculenta, una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Aracee, ha una buccia sottile e ruvida di una tonalità tra il rosso scuro e il marrone. La polpa è soda e carnosa, bianca e, talvolta, con striature violacee.

Molto consumato tra le popolazioni sud americane e in alcune zone dell’Africa, il taro vanta proprietà importanti. Ottima fonte di carboidrati, fibre e sali minerali (magnesio, ferro e calcio), contiene pure una buona quantità di vitamine, in particolare vitamina A, B, C ed E. E’ un alimento altamente digeribile, che non alza i livelli di glicemia nel sangue, quindi può essere consumato anche dai diabetici.

Grazie alla presenza degli antociani e della vitamina C, il tubero è un potente antiossidante e aiuta a proteggere e rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, è apprezzato anche per l’effetto diuretico.

Taro tubero aperto
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Taro: come si usa in cucina

Con un sapore particolarmente delicato, il taro è un alimento estremamente versatile, tanto che viene usato pure nelle ricette dolci. Così come la patata, questo tubero va sbucciato e pulito, poi cotto come si preferisce: al vapore, bollito, fritto o saltato in padella. Si può usare come contorno di piatti a base di carne, oppure trasformarlo in una solta di purea con cui farcire ravioli o altri tipi di pasta fresca. Ovviamente, anche a mo’ di patatine fritte o al forno è squisito. Insomma, va bene per ogni altra ricetta in cui sono previste le patate.

Per quanto riguarda i dolci, in Patria viene usato principalmente sotto forma di polvere, da mescolare con latte e perle di tapioca per preparare il celebre bubble Tea, oppure in aggiunta all’impasto delle torte.