
Il trekking dolce delle camminate immersi nella natura offre la possibilità di scoprire paesaggi e borghi a zero impatto ambientale
I cammini sono l’emblema del turismo lento e sostenibile e offrono la possibilità di scoprire bellezze naturali ma anche la ricchezza culturale dei territori, promuovendo un impatto zero per l’ambiente. Sono diversi i cammini in Europa e in Italia, adatti alle temperature autunnali che permettono agli appassionati di evadere dalla routine quotidiana e immergersi nella natura alla scoperta di antichi percorsi legati a pellegrinaggi di fede o alle vie dei mercanti medievali.
Cammino del Rey
In Spagna, per esempio, oltre al famoso cammino di Santiago de Compostela, c’è il Cammino del Rey, nella zona di Malaga, in Andalusia. Un percorso di circa 8 km, che secondo quanto si legge sul portale ufficiale del turismo spagnolo, fu considerato uno dei più pericolosi al mondo. Oggi è stato reso più sicuro ma come in passato si cammina su passerelle costruite su gole a oltre 100 metri d’altezza. Il percorso è spettacolare dall’inizio alla fine, dal momento che si sviluppa tra gole, canyon e una grande valle. Attraversa i paesaggi dello scenario naturalistico Desfiladero de los Gaitanes, scavato dal fiume Guadalhorce, con pareti che raggiungono i 700 metri di profondità.
Un po’ di storia
Il cammino che risale agli inizi del XX secolo, venne costruito tra le cascate del Gaitanejo ed El Chorro per facilitare il trasporto dei materiali e il passaggio dei lavoratori che si occupavano della manutenzione della centrale idroelettrica locale. Nel 1921, re Alfonso XIII inaugurò l’opera attraversando il cammino fino alla diga del Conde de Guadalhorce, e per questo da allora il tragitto cominciò a essere chiamato popolarmente “Caminito del Rey”.
Il tragitto
Il tragitto è lineare e si compie in senso unico discendente, da nord a sud, in parte su sentieri e in parte su passerelle. Sono 7,7 chilometri percorribili in circa 3-4 ore, dall’inizio situato nel comune di Ardales fino all’uscita nella località di Álora. Sono due i sentieri che arrivano fino al casotto di controllo e alla diga di Gaitanejo, che è l’ingresso del percorso ufficiale del Caminito del Rey. Il più lungo si estende per 2,7 chilometri, partendo dal “Sillón del Rey”, un gruppo di panche, tavolo e trono in pietra che fu utilizzato da Alfonso XIII, oppure attraversando il tunnel accanto al ristorante che sorge nell’area di accoglienza dei turisti.
L’altro sentiero è di solo 1,5 chilometri, che iniziano attraverso un tunnel più piccolo e pedonale situato circa 200 metri prima di arrivare al ristorante. Dal punto panoramico della diga di Gaitanejo è possibile osservare le case-grotta di Sierra Parda, utilizzate come abitazioni dal personale impiegato nella centrale idroelettrica. Dopo aver raggiunto le passerelle, il percorso avanza lungo la gola di Gaitanejo e attraverso il canyon noto come Tajo de las Palomas, dove si trova il Puente del Rey. Il paesaggio cambia man mano che ci si avvicina alla valle del Hoyo, con i suoi boschi rigogliosi. Successivamente, il cammino entra nello spettacolare Desfiladero de los Gaitanes tramite le passerelle “sospese” a oltre 100 metri di altezza.
Qui è possibile vedere una sabina centenaria che cresce tra le rocce, la cosiddetta “playa fósil”, che conserva varie tracce fossili giurassiche, oppure ci si può affacciare dal balcone di vetro che sporge dalla passerella. Il sentiero avanza fino al tratto finale da dove inizia un sentiero di 2,1 chilometri di discesa fino alla stazione ferroviaria di El Chorro.
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