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Stando ad alcuni dati riportati da McKinsey & Company, si prevede che per i prossimi 10 anni la crescita di questa tendenza aumenterà, arrivando tra il 10 e il 15% annui di vendite

L’abbigliamento vintage e il mercato che ruota attorno ad esso è ormai in piena espansione, se si considera che in America vale $ 25-30 miliardi (di cui ben 11 miliardi solo negli USA). Stando ad alcuni dati riportati da McKinsey & Company, si prevede che per i prossimi 10 anni la crescita di questa tendenza aumenterà, arrivando tra il 10 e il 15% annui di vendite. Gran parte delle vendite avvengono ancora nei negozi fisici, ma ci sono ormai tantissime piattaforme di trading digitali come The RealReal, Thredup, Ebay e Vinted, che sono tra le prime a detenere una grande fetta di mercato (25-30%).

Anche le grandi firme si aprono al resale

Il fenomeno del vintage riguarda adesso anche le grandi firme, che iniziano a gestire internamente il customer journey con la loro offerta di rivendita e questo capita perchè la tendenza e passione per il vintage, in particolare in America, è destinata a durare nel tempo. Sempre l’analisi condotta da McKinsey conferma infatti che il prestigio della marca, in questo caso, non sarebbe intaccato, anzi, come è emerso, il 54% dei consumatori Americani, che di solito acquistano prodotti di “prima mano”, ha dichiarato che sarebbe comunque positiva la considerazione di un marchio prestigioso che si apre anche al mercato del vintage e del “second hand”. McKinsey, in considerazione di quanto emerso dalla ricerca, suggerisce quindi a tutti gli imprenditori del lusso, anche ai più diffidenti, di aprirsi ad un processo più fluido di ricambio dei prodotti, per quei clienti in particolare interessati ad acquistare pezzi delle passate stagioni. E c’è in effetti chi questo passaggio l’ha fatto da tempo, come Isabel Marant Vintage lanciato a giugno 2021 o Gucci che, lo scorso settembre, ha puntato sulla rivendita con pezzi vintage Gucci second-hand o provenienti da archivi sugli scaffali virtuali di Gucci Vault. 

Moda circolare, un processo ancora in evoluzione

Per fare in modo che anche la moda circolare mantenga i requisiti di sostenibilità, c’è ancora un processo tutto da potenziare e in questo sarà fondamentale creare un business model scalabile e ripetibile, insieme allo snellimento del processo di autenticazione per creare massima efficienza e soprattutto fiducia nei consumatori. Una mano in questo senso, potranno darla sicuramente i luxury brand lanciando la propria offerta interna attraverso i siti web e anche all’interno dei negozi, anche se saranno necessarie rimodulazioni degli store, formazione del personale e una logistica inversa.