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minecraft (shutterstock.com)

Da “Sims Eco Lifestyle” a “Minecraft Climate City“, le questioni ambientali stanno diventando un tema popolare nei videogiochi. Le ultime e future uscite compiono un ulteriore passo avanti nel favorire la costruzione di consapevolezza ambientale.

Videogiochi e cultura ambientale: “Beyond Blue“, un’avventura single player che ti porta nel profondo del cuore blu del nostro pianeta.

Ambientato nel prossimo futuro, “Beyond Blue” esplora i misteri del nostro oceano attraverso gli occhi di Mirai, esploratrice e scienziata delle profondità marine. Grazie a una muta futuristica che le permette di rimanere sommersa per ore “ci immergeremo” alla scoperta delle profondità del Pacifico occidentale. 

Ispirato al documentario sulla natura della BBC “Blue Planet II,” il gioco è progettato per far sì che i giocatori si preoccupino del mondo marino. 

Sia il personaggio di Mirai che il profondo oceano che sta esplorando si basano sulle intuizioni di tre esperti della vita reale attivi nel campo della biologia marina, oceanografia ed esplorazione oceanica.  

Alan Gershenfeld, co-fondatore di E-Line Media, l’editore di giochi e sviluppatore statunitense dietro “Beyond Blue“, ha affermato di aver voluto creare un protagonista forte che fungesse da modello per i giocatori.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite , i videogiochi ambientali come questo potrebbero essere il passo successivo per aumentare la consapevolezza. Circa 2,6 miliardi di persone, o una su tre in tutto il mondo, giocano ai videogiochi. L’industria genera un fatturato annuo di oltre 140 miliardi di dollari  (116 miliardi di euro), più delle vendite di Bollywood, Hollywood e della musica registrata messe insieme. 

Il rapporto descrive la portata, la creatività e l’etica del problem solving dell’industria del gioco come una “risorsa inutilizzata per incoraggiare l’impegno nelle questioni ambientali”.

I problemi ambientali specifici incontrano la grande comunità dei players

Mentre la natura è da tempo presente nei paesaggi virtuali, il design del gioco si sta ora spostando verso questioni ambientali specifiche. 

In “Bee Simulator“, ad esempio, siamo chiamati a impersonare un’ape impegnata a sopravvivere. Il destino dell’alveare è “sulle ali” del giocatore che dovrà impegnarsi in specifiche azioni scientificamente accurate per difendere l’alveare dall’impatto antropico.

Il gioco di sopravvivenza “Endling“, in uscita entro la fine dell’anno, tratterà invece l’importantissimo e cruciale tema dell’estinzione. Attraverso gli occhi dell’ultima volpe madre rimasta sulla Terra, i giocatori saranno chiamati a vivere l’esperienza della protezione dei cuccioli in un mondo distrutto dagli umani.

Allo stesso modo Minecraft, che ha venduto 200 milioni di volte in tutti i formati, ha una mappa “Climate Hope City” che invita i giocatori a esplorare soluzioni ecologiche del mondo reale come le fattorie verticali e un generatore di energia in grado di produrre diversi tipi di energia verde. 

Più recentemente, Sims, il gioco di simulazione di vita emerso per la prima volta nel 2000, ha rilasciato un pacchetto di espansione Eco Lifestyle in cui i giocatori possono gestire un progetto di acqua pulita e riciclaggio o costruire turbine eoliche sui tetti per ridurre la loro impronta di carbonio. I veri eco-guerrieri possono persino fare immersioni nei cassonetti.

Alenda Chang, autrice del libro “Playing Nature: Ecology in Video Games” afferma che i giocatori possono conoscere l’impatto umano sull’ambiente assistendo a diversi scenari di come le loro azioni influenzano il loro mondo. Come descrive l’accurato articolo di Deutsche Welle (DW).

“I giochi ci costringono a interagire con il sistema e producono sensazioni”, ha detto Chang a DW. “I giocatori compiono azioni e possono sentirsi in colpa a causa delle loro scelte. Oppure possono sentire il lampo del successo quando miglioramenti e problemi si risolvono nel gioco”.