(Shutterstock.com)

Nell’indagine di Giaccardi & Associati vengono elencate le buone pratiche che si stanno mettendo in atto. Ma l’Italia resta a guardare

A causa della pandemia e della crisi climatica, la domanda del turismo sta cambiando. Secondo quanto riporta la Repubblica, è quanto emerge dalla nuova ricerca su “Turismo & Salubrità” di Giaccardi & Associati, lo studio di consulenza e data analysis specializzato in turismo, che nei mesi dell’emergenza pandemica ha indagato tendenze e modalità dei flussi, mettendo in luce le criticità e le best practice a livello nazionale e internazionale.

I 5 nuovi pilastri

A quanto pare, la bellezza che ha sempre caratterizzato l’offerta di vacanza in Italia, non è più sufficiente. I viaggiatori infatti, prima di partire desiderano sentirsi sicuri, inoltre sono molto attenti alla sostenibilità sia ambientale che sociale rispetto alle comunità di destinazione. La nuova ricerca individua in particolare cinque nuovi pilastri, ossia la consapevolezza dei rischi e delle precauzioni, la conoscenza delle nuove sensibilità ed esigenze della domanda, il green e il digitale integrati, la sostenibilità come pratica centrale dell’economia del turismo e il bisogno di socialità come nuova risorsa. Secondo i risultati dello studio, gli operatori turistici che vogliono farsi trovare pronti per soddisfare questa voglia di partire, dovranno basare la programmazione e la promozione, sull’integrazione del “fattore bellezza”, con fattori quali sostenibilità, sicurezza e reputazione. L’obiettivo è quello di sviluppare e offrire vacanze che rigenerino corpo e mente.

Le città europee pronte a ripartire, Italia col freno a mano tirato

L’indagine prende poi in esame 72 casi studio in Italia e in Europa. Tra le città che si mettono in evidenza per iniziative utili a soddisfare le nuove esigenze dei viaggiatori in Europa ci sono Amsterdam, Berlino, Mannheim, Oslo, Parigi, San Sebastian e Vienna. Al contrario, l’esame di 14 località italiane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) ha evidenziato le carenze nella programmazione del nostro Paese. Il turismo non appare come economia strategica, salvo che in 4 casi su 14 (Catania, Genova, Venezia e Firenze), la sostenibilità non è al centro della visione e in 3 casi non viene dichiarata nessuna visione. Nelle 20 città d’arte prese in esame (Ascoli Piceno, Assisi, Asti, Cuneo, La Spezia, Lecce, Lucca, Macerata, Mantova, Modena, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Siena, Trento, Verona, Vicenza, Viterbo) le cose sono pressoché simili, con l’aggravante che il turismo come economia strategica non viene enfatizzato nelle pratiche.