Moena (Shutterstock.com)

“Ospitalità natura” suggerisce i luoghi più iconici per passare le festività natalizie all’insegna della sostenibilità, partendo dal Trentino

Quella dei Mercatini di Natale è una tradizione molto antica che nasce in Germania e in Alsazia. Il più antico mercatino natalizio del mondo è lo Striezelmarkt di Dresda. Un vecchio documento risalente al 1434 ne annovera l’esistenza già in quella data. Con il tempo i mercatini, che ricalcano la tradizione originale, si sono diffusi anche in altri posti, come il Belgio, la Repubblica Ceca e l’Italia, in particolare in Trentino Alto Adige.

Quella di visitare i Mercatini di Natale è un’ottima scusa per regalarsi una vacanza green, e a tal proposito “Ospitalità natura” suggerisce i luoghi più iconici per passare le festività natalizie e il periodo che precede il Natale all’insegna della sostenibilità, partendo proprio dal Trentino Alto Adige.

Val di Fassa

Se dalla Val di Fiemme ci si addentra nel cuore delle Dolomiti, si arriva nella Val di Fassa, che incanta per la sua bellezza. Una vallata che, paese dopo paese, mostra le montagne più spettacolari d’Italia, fino alle pendici della regina delle dolomiti: la Marmolada. In questo contesto così suggestivo, i diversi mercatini di Natale che si svolgono a Moena, Vigo di Fassa e Campitello rendono il paesaggio incantato.

I mercatini della fata delle Dolomiti

A Moena, la fata delle Dolomiti, il debutto dei mercatini nel centro storico avviene il 26 novembre rispettando sempre lo stesso orario: dalle 11, alle 18.30. Le date di apertura al pubblico sono: 3, 4, 8, 9, 10, 11, 17 e 18 dicembre; dal 21 dicembre all’8 gennaio 2023. Chiuso il giorno di Natale. Moena si caratterizza come una meta obbligatoria per i più piccoli, in quanto oltre alla giostra c’è anche il villaggio di Babbo Natale, situato nel parco Fiabilandia, in località Sorte, che ospita laboratori creativi con i piccoli Elfi, l’ufficio postale, la cucina dell’Elfa pasticcera e la pista magica di slitte e bob. Dal 18 dicembre all’8 gennaio invece, l’attrazione più curiosa è senza dubbio l’Igloo gigante riscaldato dalle 16.30, alle 18.30, per divertenti laboratori adatti a tutte le età.

Moena

Moena sorge a circa 2823 metri sul livello del mare alla confluenza di due fiumi, il San Pellegrino e l’Avisio, ed è un riconosciuto centro turistico della provincia di Trento. Questo paese è un luogo ideale non solo per gli amanti dello sci e dello snowboard, ma anche per chi vuole passeggiare tranquillamente lungo le colline ricoperte di abeti e larici, percorrendo sentieri comodi e ammirando le bellezze naturali che offre: a nord, un gruppo di montagne con le cime del Sassolungo e del Sassopiatto a forma di ferro di cavallo; a est il monte Monzoni, che ha dato il nome alla monzonite, una pietra decorativa di colorazione grigio-rosata; a ovest la punta del Latemar e le guglie aguzze del Catinaccio.

Ma oltre alle bellezze naturali, è interessante visitare anche il suo centro storico. Da non perdere la chiesa in stile gotico di San Vigilio di Trento, dove si può ammirare l’altare barocco di Valentino Rovisi. Accanto c’è una chiesa dedicata a San Volfango, considerata la più antica del borgo, con affreschi del XV secolo e un magnifico soffitto ligneo. Il respiro della tradizione si fa sentire anche nelle botteghe e nelle bancarelle di antiquariato: nelle vetrine sono esposte opere fatte a mano da esperti artigiani locali, come statue, maschere e vari utensili per la casa. La cosa più importante però è vedere Moena all’alba o al tramonto. In questi momenti, il sole riempie le cime innevate di incredibili sfumature rosa. Per la favolosa rifrazione della luce, il paese è stato soprannominato la “Fata delle Dolomiti”. E intorno a questo nome è stata inventata un’intera leggenda.

Si narra infatti che, anticamente, tra le rocce del Catinaccio abitavano gli gnomi, governati dal re Laurino. Nel giardino del palazzo reale crescevano centinaia di rose, che attirarono l’attenzione del principe Latemar. Egli si innamorò della figlia del re e la rapì per farne sua moglie. Per disperazione, Laurino maledisse i suoi fiori, che gli avevano portato sfortuna, e ordinò che le rose non sbocciassero mai più, né di giorno né di notte. Tuttavia, dimenticò di menzionare il tramonto e l’alba. Pertanto, è in questi momenti che le montagne si colorano di tutte le sfumature di rose, che ancora una volta sbocciano sui ghiacciai e sulle scogliere a strapiombo, grazie ai giochi di chiaroscuro.

Dove alloggiare

Tra le strutture green che possono garantire una permanenza gradevole a Moena, “Ospitalità natura” suggerisce l’Hotel La Soldanella.

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