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Importante novità nel settore della ricerca: un nano-sensore in grado di rilevare, in soli 5 minuti, la presenza di pesticidi sugli alimenti

La tecnologia sembra aver fatto un grande passo avanti, grazie ad uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, in Svezia. Qui l’équipe, guidata da Haipeng Li, del Dipartimento di Microbiologia e Biologia cellulare, è riuscita a creare un nano-sensore per pesticidi.

La procedura impiegata non è nuova in campo scientifico, ma il suo utilizzo nel settore alimentare è sempre stato difficoltoso, a causa dell’alto costo e della difficile riproducibilità. Ora però le cose potrebbero cambiare. I ricercatori hanno trovato infatti un metodo più economico per replicare tale tecnica, creando un rivestimento metallico in nanoparticelle d’argento, riscaldate e spruzzate su una superficie di vetro.

La ricerca, che per ora ha avuto risultati positivi, potrebbe aiutarci a riconoscere velocemente alcune sostanze dannose per il nostro organismo, presenti sugli alimenti. Il dispositivo sarebbe in grado di aumentare di oltre 1 milione di volte i segnali provenienti dalle biomolecole dei pesticidi, rilevandole quindi molto facilmente.

La sperimentazione con il Parathion

I ricercatori hanno utilizzato il sensore per rilevare del Parathion su una mela, un insetticida creato negli anni 40, oggi vietato o limitato in moltissimi Paesi perché rivelatosi altamente tossico. Il pesticida è stato prelevato dal frutto attraverso un batuffolo di cotone, immerso in una soluzione e, successivamente, passato sul nano-sensore. Sono bastati pochissimi minuti perché lo strumento rivelasse tracce della sostanza tossica.

Chiaramente gli studi avranno bisogno di ulteriori approfondimenti per poter essere dichiarati validi. Ci sono però buone possibilità di compiere un passo avanti nella lotta ai prodotti nocivi, monitorando più facilmente ciò che mangiamo. Se dovesse rivelarsi efficace, il nano-sensore potrebbe diventare disponibile per un ampio numero di utenti, compresi i supermercati, che potrebbero testare la qualità della merce.

La rivista Advanced Science ha pubblicato lo studio, chiamato SERS Hotspot Engineering by Aerosol Self-Assembly of Plasmonic Ag Nanoaggregates with Tunable Interparticle Distance, il 7 giugno 2022.