Palazzo dei priori, Perugia (Shutterstock.com)

Nella nuova classifica stilata dalla prestigiosa guida turistica viene premiata anche una località italiana

È stata pubblicata a fine anno l’attesissima guida “Best in travel 2023” realizzata dalla casa editrice Lonely Planet, che da quasi 20 anni seleziona le destinazioni di viaggio migliori, in base ai consigli e alle indicazioni di chi ci vive. Per aiutare i lettori a orientarsi meglio, le mete, in tutto 30, quest’anno sono state suddivise in cinque sezioni: Sapori, Itinerari, Relax, Connessioni e Scoperte. Nella nuova classifica fra le località incoronate c’è anche una regione italiana: l’Umbria, che si piazza al primo posto della sezione “Sapori”. In particolar modo, Lonely Planet consiglia di visitare Perugia.

Umbria

«Forse non è un caso se alcune tra le più alte figure della storia della spiritualità umana abbiano trovato ispirazione proprio in questa terra: la natura in Umbria è molto spesso poetica, prodiga di doni, in grado di evocare immagini di armonia e pace – si legge nella guida -. Così, che vi ritroviate a sgomitare tra la folla in pellegrinaggio ad Assisi e Cascia, o da soli in uno dei tanti eremi che costellano colline e montagne, percepirete egualmente quell’atmosfera così peculiare, intensa e immateriale al contempo, per la quale la regione è nota nel mondo.

L’appellativo di “Polmone verde d’Italia” rende già l’idea della ricchezza paesaggistica della regione. Alla rigogliosa vegetazione va però aggiunta la storica presenza di alcuni percorsi legati a grandi figure religiose. La cosiddetta via di Francesco collega Assisi al santuario della Verna, nei boschi del Casentino. Assisi è collegata anche a Spoleto da un itinerario ad alto coefficiente artistico, e a Loreto, un’altra capitale della spiritualità. Anche Norcia è punto di partenza di un importante cammino, quello di San Benedetto».

Le città d’arte

Lonely Planet consiglia di visitare l’Umbria partendo da Gubbio. «Dalla Piazza Grande al Palazzo Ducale, dal Palazzo dei Consoli ai più remoti angoli dei quartieri medievali – scrive nella sua guida – vi attendono scorci di pura bellezza». La seconda tappa è Assisi, «dove già solo visitando la Basilica di San Francesco, la Cattedrale di San Rufino e la Basilica di Santa Chiara, farete il pieno di capolavori anche per le vacanze a venire. Più a sud, ecco Spello – si legge ancora – con gli splendidi affreschi del Pinturicchio, e poi Foligno, che ospita, nella stupenda cornice di Palazzo Trinci, uno strepitoso ciclo pittorico tardogotico.

E di sicuro non sarà Spoleto, la località più meridionale della Valle Umbra, ad abbassare il tenore estetico dell’itinerario, visto che il Duomo e i musei brulicano di meraviglie artistiche. A quel punto sarà ora di proseguire verso est e poi ancora a sud fino a Narni, dov’è custodito uno dei quadri più importanti del Medioevo umbro, e ai palazzi rinascimentali di Amelia. Procedendo verso nord s’incontra Todi, che vanta un patrimonio artistico di tutto rispetto, a partire dalla Piazza del Popolo dominata dalla luminosa cattedrale o dal maestoso Tempio di Santa Maria della Consolazione. La strada per arrivare a Orvieto passa per il Lago di Corbara, un bacino artificiale di recente creazione che i tanti artisti impiegati nella realizzazione del magnifico Duomo non avrebbero potuto immortalare; ma grazie ai numerosi capolavori che decorano la Cappella di San Brizio non ne avvertirete la mancanza.

Un altro lago fu invece più volte rappresentato da uno dei pittori simbolo di questa regione: è il Trasimeno, che il Perugino ammirò fin dalla sua nascita a Città della Pieve, un gioiello di mattoni che conserva importanti opere. Per avere un quadro più esaustivo del lavoro del Perugino vi dovrete però recare a Perugia, città ricca d’arte e di fascino, e qui sostare almeno due giorni. Concludete l’itinerario a Città di Castello, luogo di confine, che vide il passaggio e la nascita di grandi artisti dal Rinascimento al Novecento: cercatene le tracce nella Pinacoteca Comunale e nelle tre esposizioni della Collezione Burri».

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