trifoglio pianta fiore
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Quali sono le proprietà del trifoglio? Scopriamole tutte, insieme agli usi e alle controindicazioni da tenere bene a mente.

Appartenente alla famiglia delle Fabacee, il trifoglio, il cui nome scientifico è Trifolium, è una pianta erbacea perenne che comprende circa 300 specie. Diffuso nelle regioni temperate dell’emisfero boreale e in quelle montuose dei tropici, deve il suo nome alla forma tipica della foglia, composta da tre foglioline. Non ama il freddo e preferisce terreni argillosi, ma si adatta ad ogni tipo di suolo, a patto che non presenti troppi ristagni d’acqua. Si tratta di una pianta comune, che si può facilmente incontrare nei prati e ai margini di boschi e foreste. Quanti sono fortunati possono trovare una specie che vanta quattro foglie, comunemente chiamata quadrifoglio, simbolo per eccellenza di buona sorte.

Il trifoglio, considerato un fitoestrogeno naturale, è ricco di importanti sostanze nutritive, quali: calcio, cromo, magnesio, niacina, fosforo, potassio, silicio, tiamina e vitamine A, B-12, E, K e C. Grazie alle sue proprietà, consente di contrastare diverse problematiche. E’ utile per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue (aumentando quello buono), per prevenire l’osteoporosi e contrastare i radicali liberi. Non solo, aiuta a mantenere l’equilibrio ormonale, ad alleviare i sintomi della sindrome premestruale, a prevenire le malattie cardiache e a migliorare la pressione sanguigna. Dulcis in fundo, può aiutare a smettere di fumare e svolge azione positiva sulla fertilità e sui disturbi della menopausa.

trifoglio pianta
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Trifoglio: usi e controindicazioni

Il trifoglio si trova in commercio sia puro che come ingrediente principale di integratori alimentari. Per quanto riguarda la dose, questa cambia in base alla problematica da trattare. Pertanto, è bene fare riferimento alla posologia consigliata dall’erborista o dal farmacista. Ad esempio, per contrastare i disturbi legati alla menopausa si suggerisce l’assunzione di 1000-3000 mg al giorno di polvere, mentre in caso di trifoglio standardizzato 40-80 mg di isoflavoni.

Sul versante delle controindicazioni, il trifoglio è considerata una pianta sicura. Anche nei casi di trattamenti a lungo termine, non si segnalano effetti collaterali significativi o tossicità. Nonostante tutto, è sconsigliata l’assunzione alle donne in gravidanza, oppure con endometriosi, fibromi uterini e tumori del seno, delle ovaie o dell’utero. Gli uomini, invece, se ne devono tenere alla larga in caso di carcinoma della prostata.