Mostra al Muse

Al MUSE: Museo delle Scienze di Trento dal 18 dicembre l’installazione della “foresta in miniatura”

Una nuova installazione artistico-vegetale è stata pensata per illuminare il giardino del Museo delle Scienze, invitando il pubblico a fermarsi e ascoltare la voce degli alberi.

Una foresta in miniatura tutta da ascoltare. Si chiama “Trees falling in love” e la si potrà ammirare fino al 31 maggio.

L’opera si illuminerà ogni sera dalle 17.30 alle 22 ma sarà fruibile anche durante il giorno grazie a effetti sonori e pannelli illustrativi a tema “foreste”.

Il 2020 è stato proclamato dalle Nazioni Unite come l’“Anno internazionale della salute delle piante” e il MUSE ha scelto la voce degli alberi per ben adattarsi a questa “dichiarazione”.

L’installazione pone al centro il nostro rapporto con gli alberi e sottolinea l’urgenza alla tutela dell’ambiente e la necessità di cambiare stile di vita e fare scelte in equilibrio con la natura.

“Trees Falling in Love” si propone come un gioco di luci, suoni e ombre, alternati a forti schianti di alberi e a una voce che ripete, in 15 lingue diverse, la frase “Signore e signori, vi chiediamo di ascoltare gli alberi”.

Durante l’armonia musicale, il suono dell’abbattimento di un grande albero sovrasta tutto per concludersi con il rumore cupo di uno schianto, che interrompe per un attimo la dimensione sognante. Da questo tonfo, però, emerge di nuovo l’armonia e la foresta sonora torna a germogliare 

Il titolo dell’opera richiama la traduzione in inglese dell’abbattimento di un albero (“tree falling”) ma anche il tema dell’innamorarsi (“to fall in love”), mescolando semanticamente i due concetti.

L’installazione è anche l’occasione per sottolineare il connubio tra natura e tecnologia volta alla sostenibilità. Infatti le indicazioni di RSE, società pubblica dedicata alla ricerca energetica, poste all’interno dell’installazione artistica, guidano il pubblico a svolgere una riflessione su come l’utilizzo energetico della risorsa vegetale possa risultare un contributo importante per un pianeta più sostenibile.

Sottolineano gli autori, quello tra uomo e albero è “un rapporto ancestraleIl legno che l’uomo ricava dal bosco, viene destinato prima al servizio dei bisogni primari, subito dopo a quelli più elettivi e spirituali, come la produzione di suoni, musica, comunicazione. Il suono, drammatico, primordiale e cupo di un albero abbattuto dall’uomo può quindi, a seconda delle motivazioni che lo determinano, essere premessa, presagio e metafora di un uso nocivo ed invasivo della natura, oppure l’opposto: antefatto necessario e vitale per la creazione di bellezza, di musica, di armonia. Un’opera che rilassa la mente, uno spazio di gioia, di gioco ma anche di riflessione, di ascolto, di ricerca dell’attimo”.
 

Ciclicamente ed improvvisamente, durante la musica, il suono dell’abbattimento di un grande albero sovrasta tutto per concludersi con il rumore cupo di uno schianto, che interrompe per un attimo la dimensione sognante. Da questo tonfo, però, emerge di nuovo l’armonia e la foresta sonora torna a germogliare 

Il visitatore è inondato dalla luce e lo spazio dialoga con esso: un’esperienza immersiva dove l’occhio deve seguire i bagliori e il suono per diventare tutt’uno con la natura.
 

Il bosco di “Trees Falling in Love”, seppur in miniatura, rappresenta una foresta naturale e ricca di biodiversità, e per questo capace di resistere meglio a eventi estremi, mantenendosi intatta o ritornando velocemente alla situazione precedente. Sono presenti individui di diverse classi di età: alcuni patriarchi più vecchi e individui più giovani, un segno di vitalità e ricrescita, di ciclicità e continuità nel tempo.