Provetta Virus Toscana
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Cos’è il Toscana virus? Differentemente da quanto suggerisce il nome, non è diffuso solo in una regione italiana: scopriamo sintomi e rischi.

Isolato per la prima volta negli anni Settanta, il Toscana virus è tornato a far parlare di sé perché il cantante Tommaso Paradiso ha raccontato sui social di averlo contratto. Contrariamente da quanto suggerisce il nome, non si tratta di una malattia che riguarda solo la regione italiana in oggetto, ma tutto il Mediterraneo. La denominazione è dovuta al fatto che, nel 1971, è stato individuato per la primissima volta in territorio toscano.

Il Toscana virus viene trasmesso dal pappatacio (o flebotomo), un insetto simile a una zanzara che prolifera nei mesi caldi. Di conseguenza, il periodo più rischioso va da luglio a settembre. Tuttavia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia la massima trasmissione si ha da maggio a ottobre. Il contagio avviene solo ed esclusivamente tramite la puntura dei pappataci femmine, che hanno bisogno di tanto sangue per sviluppare le proprie uova.

Generalmente, il periodo di incubazione varia da un minimo di 3 giorni a un massimo di 7 giorni dopo la puntura. Nella maggior parte dei casi, il virus non crea problemi ed è del tutto asintomatico, ma in alcuni soggetti potrebbe causare sintomi di intensità variabile. I disturbi più comuni sono: forte cefalea, febbre, nausea, vomito, dolori muscolari diffusi e sensazione di malessere generale.

Zanzara ravvicinata
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Toscana virus: complicazioni, rischi e cura

Anche se nella maggior parte dei casi il Toscana virus non dà vita a problematiche gravi, ci sono delle eccezioni. Se il patogeno riesce a superare la barriera ematoencefalica, aggredisce il sistema nervoso centrale e causa malattie potenzialmente letali come meningiti, meningoencefaliti o encefaliti. E’ doveroso sottolineare che, pur essendo possibili, decessi e disabilità sono rari.

Generalmente, il virus scompare spontaneamente entro una settimana. A oggi, non esistono vaccini o cure specifiche contro la malattia, per cui il trattamento mira solo a ridurre i sintomi comparsi. La prevenzione, quindi, resta l’arma più efficace. Si consiglia di: indossare abiti lunghi e coprenti che riducano la pelle esposta, usare regolarmente repellenti cutanei e proteggere le case durante le ore serali e notturne, quando i pappataci sono più attivi.