tendine di achille
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Ci sono rimedi naturali per contrastare il tendine di Achille? Vediamo quali sono quelli più efficaci e rispolveriamo i consigli della nonna.

Il tendine di Achille, il più lungo e vulnerabile del corpo, unisce l’osso del tallone ai muscoli del polpaccio. Formato dall’unione di tre muscoli che si trovano nella parte posteriore e inferiore del polpaccio, supporta il corpo durante la deambulazione e l’attività sportiva. Quando si infiamma sono dolori, nel vero senso della parola. Generalmente, il fastidio interessa la parte posteriore del tendine e si manifesta sia durante il movimento che toccando la zona interessata. Ovviamente, si possono presentare altri sintomi, quali: gonfiore, difficoltà o impossibilità a camminare/correre e rigidità, specialmente al risveglio.

Considerando che si tratta di una problematica dolorosa e infiammatoria, è bene agire il prima possibile. Innanzitutto, cercate di stare a riposo il più possibile, mantenendo la gamba alzata per evitare il gonfiore. Poi, applicate del ghiaccio sulla parte dolorante e fasciatela in modo da comprimere il tendine. Potete optare anche per una cavigliera elastica oppure per un bendaggio all’ossido di zinco.

dolore malleolo piede
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Tendine di Achille: rimedi naturali efficaci

Per combattere il dolore legato al tendine di Achille, ma anche a scopo preventivo, è fondamentale lo stretching. Cercate di dedicare 10 minuti al giorno allo stiramento del tendine, sia quando si fa attività sportiva che dopo una semplice camminata. E’ una buona abitudine che, pur sembrando semplice e quasi inutile, si dimostrerà preziosa. Inoltre, potreste anche decidere di acquistare scarpe con tallone rialzato, in modo da alleviare la tensione del tendine. Diffidate, però, dal fai da te e chiedete consiglio ad uno specialista.

Tra i rimedi naturali più efficaci per combattere l’infiammazione troviamo: l’argilla verde ventilata, l’arnica montana, la calendula e l’artiglio del diavolo. Ovviamente, in caso di dolore persistente è bene rivolgersi ad uno specialista che potrebbe suggerire un percorso di fisioterapia o, in casi gravi, l’intervento chirurgico mini-invasivo.