Taro
(Shutterstock.com/Superheang168)

Il taro, detto anche tubero delle meraviglie, ha diverse proprietà e molti usi. Quali sono le sue controindicazioni?

Il taro, stando alle informazioni che ci arrivano dall’Asia, è stata una delle prime piante coltivate al mondo: sembra che perfino i romani lo consumassero nel corso dei loro banchetti. Le sue proprietà, non a caso, sono tante, così come diversi sono i suoi utilizzi. Appartenente alla famiglia delle Aracee, il suo nome botanico è colocasia esculenta. Il suo aspetto è molto simile alla patata, anche se è leggermente più piccolo. La sua buccia è sottile, marroncina e ruvida con striature bianche ad anelli, mentre la polpa è soda e carnosa, con leggere linee viola. La pianta del taro, inoltre, non fornisce solo tuberi, ma anche grandi foglie commestibili e ornamentali.

Ricco di carboidrati, ma povero di proteine, è una fonte non indifferente di amidi, sali minerali (soprattutto potassio e calcio), fibre e vitamine del gruppo B. Il taro ha tantissime proprietà: è un digestivo e diuretico naturale, è molto digeribile, funge da antiossidante, ha un basso indice glicemico, regola la funzione cardiaca e favorisce la circolazione del sangue. Tutto qui? Ovvio che no. Questo prezioso tubero contrasta i problemi gastro intestinali e i gas, aiuta il sistema immunitario, funge da lassativo, è un disinfiammante, aiuta la crescita delle ossa, è energizzante ed è ricco di fenoli. Dulcis in fundo, il taro è miracoloso anche per combattere il reflusso gastroesofageo e il gonfiore addominale.

taro torta
(Shutterstock.com/Bonn_A)

Taro: usi e controindicazioni

Il taro contiene un sale tossico per il nostro organismo – ossalato di calcio – e proprio per questo deve essere consumato solo ed esclusivamente dopo averlo sbucciato e cotto. Viene largamente utilizzato in preparazioni sia dolci che salate, perfino per creare un gustoso gelato. Può essere tranquillamente sostituito alle patate – bollito, fritto, al forno o come purè e polenta – e impiegato come amido o farina, aggiungendolo a torte, creme o budini.

Per quanto riguarda le controindicazioni, come già sottolineato, la radice del taro è tossica solo se consumata cruda. Inoltre, quando la maneggiate prima della cottura fate attenzione a non toccarvi il viso perché può causare irritazioni. Quanti sono allergici o intolleranti al tubero devono tenersene alla larga.