Roma Villaggio Olimpico
Roma Villaggio Olimpico

1960. Roma e la XVII Olimpiade. La nascita e la storia del Villaggio Olimpico

1955. A Roma è assegnata la XVII Olimpiade e, in pochi anni, deve dotarsi di tutte le strutture necessarie per le competizioni, ma non solo. Deve trovare una soluzione per ospitare i circa 8000 atleti, organizzatori, allenatori etc. attesi per il 1960. È in questo contesto che nasce il Villaggio Olimpico che, a Olimpiadi terminate, sarebbe stato in grado di ospitare circa 1500 famiglie, trasformandolo così in una zona residenziale.

La scelta del luogo non fu un caso. Nelle vicinanze degli impianti sportivi dell’ex Foro Mussolini, alle pendici di Villa Glori e dei Parioli, fu colta l’occasione per riqualificare un’area che, negli anni ’40, era diventata sede di baracche e sfollati, chiamata “Campo Parioli”.

Così, nel 1958-59, su progetto di Vittorio Cafiero, Adalberto Libera, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Luigi Moretti – e con il contributo economico del fondo pensioni degli impiegati dello Stato, il Comune di Roma e il CONI – fu costruito il complesso residenziale del Villaggio Olimpico.

I suoi edifici furono poi consegnati all’INCIS (Istituto nazionale per le case degli impiegati statali) che si sarebbe occupato di trasformarlo in un quartiere residenziale e che, tramite concorso, avrebbe consegnato gli appartamenti a impiegati dello Stato.

La zona si dotò, inoltre, di altre strutture sportive come il Palazzetto dello Sport (di Annibale Vitellozzi e Pier Luigi Nervi), lo stadio Flaminio (di Nervi) e il Palazzo delle Federazioni Sportive (di Pasquale Carbonara).

Il complesso del Villaggio Olimpico è costituito da 5 lotti con differenti tipologie abitative ma accomunato da elementi coerenti che discendono dai 5 principi dell’architettura enunciati da Le Corbusier: l’utilizzo di pilotis (pilastri) in calcestruzzo armato, di finestre a nastro, di marciapiano in cemento bianco e del rivestimento a cortina in laterizio giallo. Era stata posta, inoltre, grande attenzione al verde: 800 alberi, più di 8000 tra arbusti e cespugli e edifici che non superano i 5 piani proprio per lasciare libera la visuale sul Tevere e su Villa Glori.

Purtroppo in seguito ai Giochi Olimpici del 1960 e al grande successo che ne derivò, il Villaggio Olimpico decadde notevolmente. Nonostante vari progetti di riqualificazione, è solo negli anni 2000 che si comincia a vedere un’inversione di rotta grazie alla costruzione dell’Auditorium Parco della Musica, al MAXXI di Zaha Hadid e all’attività sportiva mai cessata del Palazzetto dello Sport.