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Bicchieri, bottiglie e boccette di alghe. La plastica può essere sostituita

8 miliardi di tonnellate di plastica prodotte, intere isole galleggianti fatte di bottiglie e bicchierini, nonché danni che si riflettono dentro ciò che mangiamo. La plastica necessita di essere sostituita, ma con cosa?

Negli anni molte start-up hanno preso come riferimento gli scarti alimentari o le bioplastiche, ottenute da materiale biodegradabile. In tal senso vanno fortissimo le alghe, il candidato numero uno nella sostituzione della plastica su diversi campi.

Esempi

Le alghe possono sostituire i derivati del petrolio, e già questa cosa è stata attuata da alcuni. Già nel 2010, a New York, furono ideati per esempio i primi bicchieri commestibili e biodegradabili, lanciati poi sul mercato negli anni successivi con il nome Loliware, bicchieri di alghe di diversi gusti. C’è poi la bottiglia commestibile fatta di alghe Ooho, lanciata nel 2013 da Skipping Rocks Lab, ottenuta dalle alghe marroni. Da lì in poi è stato un continuo fiorire di idee circa l’utilizzo delle alghe per creare delle bioplastiche nei più svariati settori, come nel caso dei tre designer giapponesi del gruppo AMAM, i quali hanno creato una speciale boccetta di profumo fatta con questo particolare e sostenibile materiale.

Le alghe sono economiche, disponibili in grandi quantità e facili da far crescere; non richiedono acqua fresca e fertilizzanti. Sarebbe sufficiente sfruttare lo 0,03% di tutte le alghe marroni del mondo per rimpiazzare tutti le bottiglie di plastica PET che circolano in un anno. E laddove una bottiglia di plastica impiega circa 700 anni per scomparire, ad un corrispettivo contenitore fatto con delle alghe servono tra le 4 e le 6 settimane.