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I famosi dolci di Squid Game

Squid Game è la serie Netflix diventata in pochi giorni il contenuto più visto sulla piattaforma di streaming. Alcune curiosità sulla serie sudcoreana più vista di sempre

Quali sono le ragioni del successo? Ecco i contenuti nascosti della serie: dalla nostalgia per i giochi di una volta alla critica della gamificazione tramite app di tutti gli aspetti della nostra vita dal fitness, al lavoro, ai rapporti di coppia

Molto probabilmente avrai sentito parlare almeno una volta in questi giorni di Squid Game, la serie sudcoreana che sta per battere tutti i record della piattaforma di streaming dall’iconico suono del “du-dum” che accompagna l’inizio di ogni contenuto. Gli amici te ne hanno parlato o ti sei imbattuto in qualche meme legato agli episodi della prima stagione di Squid Game. Sia che tu abbia già divorato tutti gli episodi o che tu sia indeciso se vale la pena d’incominciare la visione potrai trovare interessanti queste riflessioni sulla serie sudcoreana diretta da Hwang Dong-hyuk. Sapevi ad esempio che l’autore dopo aver scritto il plot della trama ha passato dieci anni senza riuscire a venderla? E che non riuscendoci, indebitato, ha venduto il computer usato per scrivere il suo piccolo capolavoro?

L’effetto e il significato di Squid Game

L’effetto Squid Game non si riduce soltanto nella solita esplosione di meme che accompagna ogni grande evento mediatico. Subito dopo il lancio della serie, sull’onda del grande successo, arrivano già le prime notizie che parlano di una riproduzione nella vita reale della situazione della produzione Netflix. Il canale YouTube TheBorderline infatti ha pubblicato gli Squid Game nella vita reale in Italia. Gli “agitatori” del profilo social TheBordeline hanno invitato 15 persone fra i follower di Instagram a partecipare alle prove, sei sfide particolari, tratte dalle serie. Il premio in palio? 1000 euro. Il primo gioco dell’esperienza è stato proprio quello della prima puntata. Un, due, tre, stella! Naturalmente tutti completamente per gioco.

Se non la sai Squid Game narra per nove episodi la storia di un gioco mortale che vede la partecipazione di uomini e donne che non hanno più nulla da perdere e sono pronti a tutto pur di vincere il ricco montepremi. Quale gioco? Ogni episodio rappresenta uno dei giochi che facevano nella nostra infanzia. È questo il primo legame di Squid Game con ad alcuni temi centrali del coevo dibattito culturale, come ad esempio con quella che il critico musicale Reynolds ha chiamato “retronostalgia“. Vi dice qualcosa l’ambientazione di Stranger Things con i suoi numerosi rimandi agli anni Ottanta?

Squid Game e i videogiochi

E’ evidente la critica di Squid Game al contemporaneo indebolimento dei giochi di una volta surclassati dall’avvento sempre più incisivo dei videogames. Una critica pericolosa a un universo in costante crescita, a parlarne c’è il rischio di scivolare verso argomenti di lana caprina. Per questo noi ci limiteremo a evidenziarne solamente l’esistenza. D’altronde come non notare che “i cattivi” della serie indossano dei caschi con gli iconici simboli del controller della playstation.

Vai a giocare fuori

Una frase che sa di un magico passato lontano. La serie, non per tutti i gusti, rende omaggio ai classici giochi di quartiere dei nostri nonni, come ad esempio le biglie protagoniste di uno degli episodi più toccanti, scegliendo di narrare una storia drammatica, che sfrutta i meccanismi del cinema horror e thriller, che risente sì delle solite logiche della serialità come la divisione in cliffhanger (colpi di scena) ma che riesce comunque a mostrare i tratti più artistici del cinema contemporaneo sud coreano, di cui, recentemente, si è fatto portavoce Parasite, vincitore della 72esima edizione di Cannes.

La gamificazione

Da Tinder alle app di delivery, dagli aperizoom alle logiche premiali dei social network. L’elenco degli aspetti della nostra vita che abbiam legato a un app sono tantissimi. In molti casi avere il telefono scarico equivale a dover temporaneamente bloccare la propria vita sociale. E se il mondo occidentale limita ancora il dominio dei like e del ranking alla sfera privata in Cina il governo sta sperimentando da qualche anno il sistema del credito sociale: un’iniziativa creata dal governo al fine di sviluppare un sistema nazionale per classificare la reputazione dei propri cittadini.

Vincere a tutti i costi?

Sono chiari ormai tutti i rimandi e le critiche di Squid Game ai temi più caldi del dibattito culturale contemporaneo. E mentre bastano pochi minuti di “Facebook e Instagram down” per mandare in tilt il nostro quotidiano una cosa è certa, vincere non significa sempre essere più bravi, a volte è solo una questione di fortuna o, anche se non si vede, di gioco di squadra. Squid Game vuole forse dirci proprio questo.

Il finale senza spoiler

Qual è il significato del finale di Squid Game? Senza fare spoiler è difficile entrare nei dettagli ma una cosa possiamo dirla, il finale di Squid Game è assolutamente coerente con le tematiche di denuncia e critica agli aspetti più controversi dell’attualità. In più il finale aperto lascia spazio a possibili nuove interpretazioni della serie e la possibilità di ambientarle in altri paesi.

La situazione in Corea del Sud

In SudCorea, ha scritto il quotidiano inglese The Guardian, “chiedere un prestito è tanto facile quanto bere un caffè”. A farsene carico sono i tanti liberi professionisti che cercano di avviare o mantenere aperta la loro attività commerciale. Sono famiglie che cercano di diventare finalmente proprietarie di una casa e giovani in cerca di lavoro. Quest’ultimi spesso rischiano i soldi nel mercato delle azioni o in quello ancora più instabile delle criptovalute. E chissà se la seconda stagione di Squid Game non parlerà proprio del fenomeno della valuta digitale.