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Come la natura biodegrada i nostri rifiuti di plastica: potrebbero essere usati per lo smaltimento del futuro?

La plastica, che finisce in discarica e in mare, è un grande problema. In particolare, sono gli imballi dei prodotti alimentari a rappresentare il problema peggiore. Se da una parte ci si sta impegnando con packaging biodegradabile, la nature ha le sue logiche di smaltimento.

In uno studio uscito di recente su Environmental Pollution, si parla infatti dell’Aspergillus Tubingenis, una specie di fungo scoperto da poco e che sarebbe capace di mangiare la plastica. Isolata in una discarica di Islamabad in Pakistan, la specie è stata poi studiata in laboratorio dagli scienziati dell’Accademia delle Scienze e dell’Università di Agricoltura dello Yunnan, entrambe in Cina.

Il fungo può colonizzare fogli di poliuretano e degradarli, cioè la plastica di uso comune nei materassi e frigoriferi. Negli esperimenti, è stata immersa in una soluzione liquida una lastra di poliuretano, ambiente in cui sono stati immessi anche gli stessi funghi. in circa due mesi di tempo, l’apparato vegetativo del fungo, composto da un insieme di filamenti concatenati, è riuscito a ridurre in poltiglia la lastra, degradandola completamente.

La natura ha dunque il suo modo di biodegradare i rifiuti. In futuro potrebbero essere utilizzate per ridurre la plastica.