
Tutti parlano della sindrome dell’intestino da vacanza, ma esiste davvero o si tratta dell’ennesima “chiacchiera” social? Ecco la verità.
Si sente spesso parlare della sindrome dell’intestino da vacanza, ossia di una problematica che sopraggiunge proprio durante le ferie e, nella maggior parte dei casi, comporta: gonfiore addominale, digestione lenta, stitichezza o diarrea. In realtà, non esiste un disturbo che si chiama così, ma è vero che in estate il nostro organismo ‘subisce’ dei cambiamenti che potrebbero ripercuotersi sul secondo cervello, l’intestino.
Durante la bella stagione, specialmente con le temperature roventi degli ultimi anni, l’organismo subisce una sorta di scossone. Innanzitutto, si suda molto di più, quindi si perdono liquidi che, spesso, non vengono reintrodotti con un consumo adeguato d’acqua. Di conseguenza, può accadere che le feci diventino più dure e faticose da espellere. A tutto ciò, bisogna aggiungere il cambiamento dell’alimentazione. Chi, nel corso della vacanza, non si lascia andare a innumerevoli peccati di gola? Quindi è normale, specialmente se si hanno già problematiche intestinali, soffrire dei sintomi di cui abbiamo parlato in apertura.

La sindrome dell’intestino da vacanza non esiste, ma i rimedi ci sono
Oltre alla sudorazione e al cambio dieta, in vacanza si stravolgono pure i ritmi quotidiani, tra orari dei pasti e riposo notturno ridotto al minimo. Quindi, anche se la sindrome ‘da ferie’ non esiste, alcuni problemini fisici sono assolutamente normali. Fortunatamente, non si tratta di niente di grave e non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma quanti vogliono evitare fastidi possono fare ricorso ad alcuni rimedi naturali.
Contro la stipsi estiva e la pancia gonfia, provate i semi di psillio, di lino o di chia, che con la loro mucillagine sono un toccasana: ammorbidiscono le feci e ne facilitano il transito e proteggono le pareti intestinali infiammate. Vi basterà mettere un cucchiaio di semi in un bicchiere d’acqua, lasciarli in ammollo tutta la notte e bere la mattina dopo, a digiuno, accompagnato da un altro bel bicchiere d’acqua fresca.
In alternativa, optate per il succo di aloe vera, che svolge azione lenitiva, antinfiammatoria e riequilibrante sulla flora batterica e attenua sia il bruciore che il gonfiore. Bevetene 20-30 ml puro, al mattino a digiuno, 20 minuti prima di fare colazione. Invece, per la digestione lenta provate la bromelina dell’ananas, un enzima che velocizza i tempi di svuotamento gastrico e riduce il gonfiore addominale. Generalmente, si assume una compressa prima o dopo i pasti principali, ma seguite i consigli del farmacista.









