scilla pianta fiori
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Quali sono le proprietà della scilla? Scopriamole tutte, insieme agli usi e alle controindicazioni da tenere bene a mente.

Appartenente alla famiglia delle Liliacee, la scilla il cui nome tecnico è Urginea maritima, è una pianta erbacea originaria dell’Algeria, che viene chiamata anche giacinto selvatico, cipolla marina e cipollazza. Cresce spontaneamente nei luoghi aridi, arenosi e secchi in prossimità delle coste e presenta fiori a forma stellata di colore bianco. Utilizzato fin dalla notte dei tempi come rimedio naturale, ma anche per la preparazione del vino scillitico e del miele scillitico, veniva consigliata per combattere diverse problematiche, come la tosse e l’asma, nonché per procurare il ciclo mestruale.

Oggi, grazie alle sue proprietà cardiotoniche e diuretiche, la scilla è indicata soprattutto per contrastare le patologie che interessano le vie aeree, l’apparato urinario e quello cardiaco. E’ efficace contro la tosse, sia grassa che secca, la rinorrea, la laringo-tracheite, la bronchite, la pleurite e la pleurodinia. Inoltre, è consigliata per aumentare la diuresi, la sudorazione e l’espettorazione.

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Scilla: usi e controindicazioni

La scilla si trova in vendita sotto forma di tintura madre – per realizzarla si utilizzano soprattutto i bulbi freschi della varietà rossa – o in granuli. In questa ultima composizione, la dose consigliata è di 5 granuli a diluizioni dalla 5 alla 9 CH per due o tre volte al giorno. La posologia, però, può variare in base alla problematica che si deve combattere.

E’ bene sottolineare che la scilla è considerata una pianta tossica, a causa della presenza di eterosidi cardiotonici, tra i quali lo scillarene A, per cui si deve assumere soltanto dietro consiglio medico. In ogni modo, è sconsigliato l’uso terapeutico prolungato.