
E’ meglio il salmone selvaggio o quello allevato? Scopriamo le differenze e qual è il prodotto migliore secondo Altroconsumo.
Tra i pesci più consumati al mondo c’è il salmone. Gustoso e versatile, è un’ottima fonte di proteine e grassi buoni, come gli Omega-3 e Omega-6, nonché di vitamine A, D e B. Ma, quali sono le differenze tra il selvaggio e l’allevato? Prima di procedere con l’acquisto, è bene conoscerle, così da avere piena consapevolezza di ciò che mette nel carrello. Innanzitutto, cambia l’alimentazione. Com’è normale che sia, il selvaggio si nutre di ciò che trova nell’ambiente naturale, come alghe, gamberetti e krill. Ed è proprio per questo che generalmente le sue carni sono più ricche di minerali come zinco, ferro e potassio.
Il salmone d’allevamento, invece, viene nutrito con mangime fortificato, motivo per cui ha un maggiore contenuto di grassi saturi e polinsaturi e, di conseguenza, di calorie a parità di peso. Per essere precisi, si parla di circa il 46% in più. Ha, però, anche maggiore vitamina C, solitamente aggiunta ai mangimi industriali. L’alimentazione va a influire pure sul colore della carne: quella del selvaggio è arancione intenso a causa di un potente carotenoide antiossidante naturale che si trova nelle alghe, plancton e krill di cui si nutre, mentre quella dell’allevato è più chiara.
Ovviamente, salmone selvaggio e allevato sono differenti anche da un punto di vista nutrizionale. La quantità di grassi cambia in base all’alimentazione, quindi è scontato che sia più “pesante” il prodotto d’allevamento che quello naturale. Il primo, però, potrebbe essere più ricco di omega-3 e omega-6.

Il migliore salmone selvaggio secondo Altroconsumo
Chiarite le differenze tra salmone selvaggio e allevato, un’altra precisazione è d’obbligo. Questo pesce, a prescindere dalla tipologia, rientra nella categoria dei pesci grassi, in genere più esposti all’accumulo di policlorobifenili (PCB) e diossine. Ergo, prima dell’acquisto, controllate con attenzione la provenienza e, se possibile, preferite un prodotto “naturale” a uno allevato dall’uomo (spesso ricco di farmaci antibiotici).
A tal proposito, è utile la ricerca condotta da Altroconsumo, volta ad analizzare i migliori prodotti disponibili nel 2025 nella grande distribuzione. Nello specifico, sono stati presi in esame 54 campioni, di cui 48 allevati e 6 di pesca selvaggia, giudicati solo per le caratteristiche sensoriali: apparenza visiva, fragranza, gusto e consistenza. Questo significa che non sono stati presi in considerazione elementi come l’etichettatura, la tipologia di produzione, le certificazioni o l’origine geografica. Di seguito, la classifica degli 8 migliori salmoni affumicati attualmente in vendita nelle varie catene italiane:
- Esselunga Top
- Fumara – Foodlab (scozzese)
- Norita
- Fumara – Foodlab (norvegese)
- The Icelander
- Consilia
- La Nef – Re Salmone ti AMO
- Gastronomia di Mare – Lidl









