Termometro caldo città
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Dove sono i rifugi climatici in Italia? Non ne abbiamo tantissimi, ma vale la pena conoscerli così da avere una via di fuga dall’afa.

Da qualche anno a questa parte, le estati italiane si sono fatte roventi. Da Nord a Sud, le temperature si sono alzate tantissimo e ci sono giornate in cui sembra difficile perfino respirare. Un cambiamento inevitabile, ovviamente causato dai comportamenti scellerati degli esseri umani. Considerando che la situazione peggiora invece che migliorare, i principali comuni d’Italia si sono visti costretti a correre ai ripari, stabilendo rifugi climatici per dare un po’ di refrigerio alla popolazione, ai viaggiatori e ai turisti.

Sono luoghi pubblici o privati a libero accesso, che hanno determinate caratteristiche per potersi considerare “anti caldo”. Le varie amministrazioni non li selezionano solo in base alla temperatura che possono garantire, ma anche in base ad altri fattori, come: presenza di trovare acqua potabile, di sedute e servizi igienici e zone d’ombra superiori al 70%. Possono essere, ad esempio, parchi, biblioteche, musei e centri commerciali.

In Italia, i primi rifugi climatici sono stati istituiti a Bologna e Firenze nell’estate del 2025, con tanto di programmi di mappatura e segnalazione dei punti di ristoro. La speranza è che anche altre città seguano il loro esempio. Per il momento, non sono tantissimi, ma quelli che esistono vanno assolutamente segnalati.

Donna caldo
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I rifugi climatici in Italia: ecco dove sono i principali

In Italia, i principali rifugi climatici si trovano nelle città più grandi e afose, che durante l’estate si trasformano in veri e propri forni. A Milano sono segnalati ben 116 luoghi “spazi freschi”: dai parchi (Baggio, Forlanini, parco Nord, parco di Villa Scheibler, Panza, Trotter, Lambro, Sempione, Indro Montanelli e Alessandrina Ravizza) alle biblioteche (Dergano-Bovisa, Villapizzone, Niguarda, Gallaratese, Chiesa Rossa, Tibaldi, Oglio, Accurso, Sicilia, Veenzia, Calvairate), passando per le case di quartiere (San Paolino, Cenisio, Trasimeno, Sant’Uguzzone, Donne partigiane).

Bologna ne conta 24, come le case del quartiere Lunetta Gamberini, Katia Bertasi, Centro Sociale Montanari e Fondo Comini, o i giardini Bentivogli, Padre Caroli, Piazza Giovanni XXIII e Lavinia Fontana. A Firenze, invece, i rifugi climatici sono le biblioteche. Nello specifico: Oblate, Palagio di Parte Guelfa, Mario Luzi, del Galluzzo, BiblioteCanova Isolotto, Filippo Buonarroti e Orticoltura. Spostandoci a Roma si segnalano: parco dei Caduti del Mare, parco Commodilla, parco Ildefonso, parco Falcone e Borsellino, piazza telematica Università Roma Tre, giardino Albert Sabin.

Infine abbiamo Napoli che, pur non avendo una rete comunale, vanta rifugi climatici segnalati dall’associazione indipendente Cleanap. Sono stati individuati: parco Virgiliano, villa Comunale di Napoli, villa Floridiana, giardini di Palazzo Reale, parco Massimo Troisi, parco dei Ventaglieri, Orto Botanico di Napoli, Museo Pignatelli, parco Raffaele Viviani e porticato Basilica di San Francesco di Paola.