ricetta biscotti squid game

Un piccolo dolce semi sconosciuto è diventato ora uno dei più famosi al mondo. Squid Game inoltre nasconde tanti riferimenti al cibo. Ecco la ricetta dei biscotti Squid Game e della pasta Tteokbokki

Tutto il cibo all’interno della storia narrata da Squid Game ha un significato a partire dal primo episodio. Scopriamo insieme il significato sia dei biscotti che degli altri piatti di Squid Game e le loro ricette.

Il biscotto Dalgona

Il dolce dalgona fatto solo di zucchero e bicarbonato era diffusissimo nella prima metà del Novecento e fino agli anni Ottanta sia in Sud Corea che in altre parti del mondo dove viene chiamato con altri evocativi nomi. In Corea del Sud il biscotto, che in realtà è una caramella, veniva venduto nei banchetti degli ambulanti i quali, se riuscivi a staccare il disegno impresso a caldo, ti regalavano un altro dolcetto. Lo stesso gioco, staccare la forma usando un ago, in cui s’imbattono i concorrenti di Squid Game.

Gli altri nomi del biscotto di Squid Game

Il dolce zuccherino d’origine popolare è diffuso in tutto il mondo con nomi diversi. In Cina e in Europa è conosciuto come zucchero o caramello a nido d’ape, mentre si chiama cinder toffee (caramello alla cenere) in Inghilterra, honey pokey (miele a cellette) in Nuova Zelanda. Negli Usa invece che riferirsi alla struttura a nido d’ape il nome del dolcetto coinvolge il suo essere zuccherino e molto naturale si chiama infatti caramella o cibo delle fate, fairy food candy.

La variante con l’albume

In Ungheria è conosciuto come miele turco “törökméz”. In Giappone si chiama caramello grigliato, karumeyaki, la ricetta nipponica inoltre aggiunge alla preparazione dell’albume per far gonfiare il biscotto che assume così una forma tonda a cupola.

Il cibo in Squid Game

Il primo episodio si apre, dopo i primi evocativi secondi dedicati alla reminiscenza gioco del calamaro, all’interno della casa del protagonista. Qui troviamo Gi-hun Seong seduto, per terra alla maniera orientale, a tavola intento a fare colazione. Il primo fotogramma, prima di mostrarci il protagonista Gi-hun Seong, raffigura da vicino proprio il cibo disposto sul tavolino. Anche il primo dialogo riguarda espressamente il cibo.

Il pollo fritto

La mamma del protagonista infatti gli ricorda che è il compleanno della figlia Ga-yeong e mentre lascia cadere sul tavolino delle banconote lo invita con quei soldi a comprare del pollo fritto alla nipotina perché è il suo piatto preferito. Ma come sappiamo Gi-hun Seong non ci riuscirà perché userà i soldi per giocare d’azzardo e verrà in seguito rapinato da una futura concorrente del gioco.

I Tteokbokki

Dopo aver perso tutti i soldi Gi-hun Seong porta la figlia in un umile street food dove i due mangiano un tradizionale piatto economico sud coreano i tteokbokki. Essi sono gnocchi di riso glutinoso saltati in padella e conditi con una salsa piccante a base di peperoncino e fagioli di soia, ai quali vengono in seguito aggiunto surimi, uova bollite e scalogno. I tteokbokki sono un piatto economico e vengono comunemente acquistati alle bancarelle e nelle tavole calde.

Padre e figlia

Seduti nel tipico baracchino orientale dove si può cenare spendendo poco padre e figlia parlano del più e del meno. La piccola tranquillizza il padre, triste perché non è riuscito a portarla a mangiare come si deve, dicendo che “tanto” con la mamma e il compagno il giorno prima era stata in una steak house. “Allora hai mangiato una bistecca”, chiede il padre felice e allo stesso tempo demoralizzato alla pargola, “si” risponde lei, “ma io preferisco mangiare i tteokbokki, perché la mamma dice che sono schifezze e non me li compra mai”.

La ricetta dei Tteokbokki

Ecco gli ingredienti per preparare i tteokbokki per due persone. Prima di tutto dobbiamo comprare 500 grammi di gnocchi di riso, ci sono diverse marche e forme, sceglietene una che non necessita dell’ammollo e della forma che più vi aggrada. Dopo dobbiamo recuperare dell’alga kombu, l’alga saporita dalle proprietà benefiche. Poi ci serve un cipollotto, semplice, meno male! Ora arriva il difficile per completare la ricetta ci serve infatti un cucchiaio di miso da usare per il brodo, un cucchiaio di salsa gochujang e uno di salsa gochugaru. Completano la lista degli ingredienti 1 aglio schiacciato, 1 cucchiaio di miele e 2 uova sode. E naturalmente la salsa di soia. Ah e non dimenticate il surimi oppure potete aggiungere dei peperoni. La ricetta è famosa perché è possibile applicare mille varianti.

Preparazione

Prima di tutto prepariamo la salsa rossa mescolando per bene in una ciotola il gochugaru, il gochujang, la salsa di soia, il miele, lo zucchero e l’aglio. Qualsiasi cosa esca fuori mettiamola da parte e andiamo avanti speranzosi. Ora versiamo abbondante acqua in una padella dai bordi alti e aggiungiamo il miso (ma va bene anche dado granulare di pesce) e l’alga kombu. Portiamo a bollore e cuociamo per un buon 10 minuti.

Da mangiare belli caldi

Ora dobbiamo filtrare il brodo usando una schiumarola per renderlo bello limpido e togliere l’alga kombu. Ora possiamo iniziare a cuocere gli gnocchi di riso per 20 minuti. Dopo qualche minuto di cottura aggiungiamo la salsa rossa, il cipollotto e quasi alla fine il surimi. Teniamo il fuoco sempre alto per far rapprendere la salsa che deve risultare densa.

Il terzo episodio

Nel terzo episodio i protagonisti devono cercare con uno spillo di estrarre la sagoma impressa nel biscotto di zucchero. Tutto questo in pochissimo tempo. Se vuoi stupire gli amici con una dolce sorpresa per passare insieme una serata all’insegna del divertimento ecco la ricetta originale del dalgona biscuits meglio noto con il nome di dolce di Squid Game.

Un po’ di storia

Quando nascono i dalgona biscuits e perché si chiama così? Oltre a preparare i biscotti e ingaggiare una sfida con i tuoi amici come quella della terza puntata di Squid Game ecco un po’ d’informazioni per fare bella figura. Prima di tutto devi sapere che la canna da zucchero, la pianta da cui si estrae l’irresistibile polvere zuccherina, arriva dalla Nuova Guinea, dove ha incominciato a diffondersi circa 2.500 anni fa.

Il nome Dalgona

Dalgona era originariamente un termine specifico per le caramelle costose. Infatti i famosi biscotti di Squid Game sono in realtà delle caramelle. Con gli anni ’70 e 80′ in Corea del Sud il nome incominciò a indicare le caramelle a forma di biscotto vendute dagli ambulanti. La storia vuole che il primo dalgona sia stato inventato dopo la guerra di Corea, all’inizio degli anni ‘50, quando il personale dell’esercito americano cominciò a distribuire dolciumi ai bambini del luogo. I genitori, non avendo i soldi per poterli comprare, decisero di crearsi da sé delle proprie varianti di queste prelibatezze straniere per accontentare i figli e venderle a dei prezzi più accessibili. Mescolarono quindi zucchero e acqua e fecero bollire il preparato insieme al bicarbonato indispensabile per creare l’effetto morbido e la struttura a nido d’ape. Il risultato fu una specie di biscotto-caramella leggero e croccante. Il dalgona cominciò a essere venduto per le strade come lecca-lecca, oppure come dolcificante per tè o caffè.

Leggi anche: Squid Game, critica alla gamification e nostalgia di un mondo più genuino

La ricetta dei biscotti Squid Game

Per cucinare i dalgona, i famosi biscotti di Squid Game, hai bisogno di due soli ingredienti principali lo zucchero e il bicarbonato. Segui queste quantità: due cucchiai di zucchero di canna, meglio se del commercio equo e solidale, ma va bene qualsiasi zucchero naturalmente e un cucchiaino di bicarbonato di sodio. Avrai poi bisogno di un foglio di carta da forno, di una padella antiaderente e di un po’ formine o stampini per biscotti.

Preparazione

Versa lo zucchero nella padella antiaderente e mescola delicatamente per circa due minuti, fino a quando non vedrai il composto diventare giallo. Ora dovrai aggiungere il bicarbonato, quando il fuoco è ancora acceso e lo sciroppo di zucchero bello caldo.

1,2,3…magia!

Appena aggiungerai il bicarbonato lo sciroppo diventerà una schiuma e crescerà di volume. Alza la padella e tienila lontana dal fuoco per non farlo bruciare e mescola con tanta energia il composto. Se vedi che si gonfia troppo spegni la fiamma. Ora è il momento di versare il preparato su un foglio di carta forno, aspettare dieci secondi e appiattirlo con una spatola o un batticarne. Schiacciate e create un bel cerchio sottile. Ora non dovete far altro che scegliere la formina per biscotti che preferite e usarla per timbrare il vostro dalgona. Gnam!

Il significato del cibo in Squid Game

Come abbiamo analizzato nella nostra recensione a Squid Game la serie rappresenta una critica al processo tutto contemporaneo della gamificazione. Inoltre rappresenta un “amarcord” della vita dei decenni passati, una vita più genuina fatta di giochi all’aperto e di cibo artigianale. Per questo il biscotto dalgona diventa un simbolo del “cibo di una volta”. Il ruolo del cibo non finisce qui, il momento della cena all’interno degli Squid Game è difatti sempre di cruciale importanza nello svolgersi della trama, mangiando i protagonisti creano infatti alleanze e definiscono gli antagonismi. Gli organizzatori del gioco poi offrono una cena di lusso agli ultimi tre concorrenti. Infine entrambe le mamme dei due protagonisti lavorano al mercato alimentare.