rafano radice
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Quali sono le proprietà del rafano? Scopriamole tutte, insieme agli usi e ad eventuali controindicazioni da tenere bene a mente.

Il rafano, chiamato anche barbaforte, cren e rafano di Spagna, è la grande radice bianca che si ricava dall’omonima pianta. Quest’ultima, appartenente alla famiglia delle Crucifere, può raggiungere un’altezza di 80 centimetri. Presenta foglie oblunghe con margine seghettato e fiori bianchi a grappolo. La sua radice, di forma cilindrica, ha un sapore forte e deciso, che la rende prelibata per diverse ricette culinarie. Ricca di sodio, calcio, fosforo, potassio, ferro, vitamina C e oli essenziali, contiene pochissime calorie, circa 14 ogni 100 grammi. Vanta importanti proprietà: antibatterica, antibiotica, antinfiammatoria, analgesica, espettorante, purificante, antitumorale, antiossidante e digestiva.

Efficace in caso di inappetenza e problemi digestivi, il rafano favorisce anche la produzione di succhi gastrici e di bile, aiuta a combattere raffreddore, tosse e bronchite e ad aumentare e rafforzare le difese immunitarie. Via libera anche in presenza di dolori di varia natura, specialmente legati ai reumatismi e ai muscoli. Non solo, questa radice bianca è in grado di stimolare la diuresi, contrastare la ritenzione idrica, regolare la pressione arteriosa, potenziare la circolazione sanguigna, contrastare l’azione dei radicali liberi e accelerare il metabolismo.

rafano salsa
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Rafano: usi e controindicazioni

Per quel che riguarda gli usi, il rafano viene principalmente impiegato per preparare gustose ricette. La radice, raccolta dopo il secondo anno di coltivazione, si può consumare sia fresca che conservata sotto aceto o in agrodolce. Volendo, si può anche grattugiare e consumarla nell’immediato oppure congelarla e tirarla fuori all’occorrenza.

Pur non presentando particolari controindicazioni da tenere a mente, è bene sottolineare che il rafano può causare l’irritazione delle mucose gastriche. Pertanto, se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e allattamento e in caso di: ipercloridria, gastrite, ulcera, gastroenterocolite e patologie delle vie urinarie.