Primo piano di mani che tagliano la carne
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Quanta carne mangiare senza danneggiare il pianeta? Un nuovo studio svela la quantità sostenibile da consumare a settimana.

L’industria della carne ha un impatto devastante sul pianeta, non è una novità, adesso però sappiamo quanta possiamo mangiarne a settimana per evitare ulteriori danni all’ambiente. Il merito è di una nuova ricerca della Technical University of Denmark, pubblicata su Nature Food. Se siete ferventi carnivori, che non rinunciano a una ‘dose’ quotidiana di hamburger, bistecche e filetti, siamo pronti a scommettere che il risultato dello studio non vi entusiasmerà.

Si parla, infatti, di una quantità settimanale pari a 225 grammi di carne, ossia due fettine. Non è tutto, perché i ricercatori sottolineano che i poco più di due etti concessi devono essere di pollo o altro animale considerato “bianco”, quindi non carne rossa. Laddove si preferisca il manzo, il vitello o un’altra varietà “rossa”, i grammi scendono a 98 a settimana.

Queste non sono solo le dosi settimanali di carne sostenibile, ma anche quelle che consentono di avere una dieta sana ed equilibrata.

donna sceglie carne pollo
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Una dieta sostenibile è possibile

Anche se le aziende di settore continuano a sostenere il contrario, la carne non è sostenibile. L’impatto ambientale è devastante, in quanto un allevamento di bovini od ovini equivale a deforestazione, consumo e sfruttamento del suolo, produzione massiccia di mangimi e, ciliegina sulla torta, immissione nell’atmosfera di potenti gas serra come metano e protossido di azoto.

Ecco perché la Technical University of Denmark, oltre a suggerire quanta carne mangiare senza danneggiare il pianeta, consiglia cosa consumare per avere una dieta sana, equilibrata e sostenibile. Carne bianca, pesce, uova e formaggi in quantità moderate, mentre verdura, frutta e legumi in abbondanza. Ci teniamo a sottolineare che, a prescindere dalla propria alimentazione, la carne non dovrebbe mai provenire da allevamenti intensivi che, oltre a distruggere l’ambiente, nuocciono alla salute dei consumatori.