Romuald Azoumé
Dalla pagina fb dell'artista

Romuald Hazoumé e le sue maschere. Una vecchia tradizione africana reinterpretata attraverso un nuovo linguaggio

Romuald Hazoumé è un pittore e scultore beninese. Realizza opere con materiali di scarto, di recupero e immondizia, facendo del suo lavoro una denuncia politica e sociale. L’obiettivo di Hazoumé è restituire all’Occidente ciò che gli appartiene: i rifiuti di una società di consumo che invade l’Africa ogni giorno.

Particolarmente significative sono le maschere, realizzate con taniche di plastica cui l’artista aggiunge dei capelli finti.

Queste taniche hanno una storia locale molto particolare perchè partono dal Benin colme di gioielli e riso, raggiungono a bordo di canoe la Nigeria dove si riempiono di benzina per poi tornare indietro.

L’uso di bidoni di plastica, strumento appunto del contrabbando di benzina, per realizzare opere d’arte sottende importanti significati politici. L’artista vuole denunciare il commercio illegale, tipico dell’economia del Benin e di altri paesi africani e contemporaneamente allude anche a problematiche più ampie. Molte di queste maschere, infatti, sono anche create con materiali inquinanti importati dall’Occidente. Dunque, visto che nell’immaginario occidentale le maschere sono uno dei simboli dell’Africa tribale, stanno a simboleggiare la doppia azione del colonialismo: la creazione di un’immagine stereotipata di un intero continente e l’esportazione dell’inquinamento e della povertà.

Le maschere alludono anche al tentativo di mimesi culturale che, secondo l’artista, caratterizza alcune donne africane che tentano di eliminare alcuni dei loro tipici tratti somatici come i capelli crespi o il colore della pelle tramite parrucche o creme schiarenti; interpretati dall’artista come tentativo di negare la propria identità, come semplice manifestazione d’inferiorità nei confronti del modello di bellezza occidentale. Hazoumé si è, infatti, documentato sul significato locale d’alcune acconciature, soprattutto delle trecce, la cui forma poteva essere usata come codice comunicativo al fine di trasmettere la situazione della donna, se sposata oppure se in cerca di un uomo, e si rammarica di come questa peculiarità culturale sia andata perduta.

Anche in questo caso l’arte ha una forte valenza etica e di critica sociale oltre che di denuncia per l’inquinamento e la situazione africana.

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