pitaya frutti cesta
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Quali sono le proprietà della pitaya? Scopriamole tutte, insieme agli usi e alle controindicazioni da tenere bene a mente.

Appartenente alla famiglia delle Cactaceae, la pitaya, chiamata anche frutto del drago, è il frutto di un cactus del genere Stenocereus e Hylocereus. Originario del Centro e del Sud America, è un frutto tropicale che pian piano è arrivato anche sulle nostre tavole. Ricco di vitamina C e zuccheri solubili (fruttosio), è una fonte ottima di calcio e antocianine (betacianine) con funzione antiossidante. E’ povero di acqua e presenta un contenuto medio di fibre alimentari.

La pitaya ha una forma che la rende distinguibile a primo sguardo. Di colore giallo, rosso o viola, è ovale con buccia frastagliata. La polpa, invece, è bianca o viola e presenta semini simili a quelli del kiwi. Il peso varia tra 150 e 600 grammi e l’apporto calorico è piuttosto elevato: quasi 270 kcal per 100 grammi di parte edibile. Ricordiamo che colesterolo, lattosio e glutine sono assenti, per cui il frutto può essere tranquillamente consumato anche da celiaci & Co.

pitaya frutto tagliato piatto
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Pitaya: usi e controindicazioni

La pitaya si consuma soprattutto cruda, ma può essere impiegata anche per ricette dolci o bevande. Con un sapore delicato e un gusto dolce con note acidule, il frutto è un ingrediente aromatizzante e colorante per succhi di frutta e cocktail, come il Dragon’s Blood Punch. Se mangiato al posto di altri frutti, la porzione medica consigliata è di 50 grammi, pari a circa 130 kcal.

Pur non presentando grandi controindicazioni, a meno che si abbia qualche allergia particolare, la pitaya non è adatta a tutti. Ricordiamo, infatti, che si tratta di un frutto molto energetico, quindi è sconsigliato a quanti soffrono di patologie legate al metabolismo del glucosio. E’ molto calorico e zuccherino, motivo per cui non bisogna mai esagerare con le quantità. In ogni modo, è controindicato nelle diete contro il sovrappeso e malattie come il diabete mellito tipo 2 e l’ipertrigliceridemia.