Applicazione Phenix
(Thaiview/Shutterstock.com)

Ogni giorno, sugli scaffali dei negozi, rimangono invendute molte merci. L’applicazione Phenix offre un’ottima soluzione al problema

Sono a tonnellate le quantità di cibo non venduto, che rimanono sui ripiani dei supermarket o nelle cucine dei ristoranti, ogni giorno. Questo è un grave problema, considerando che in altre parti del mondo, si lotta per avere un pezzo di pane; senza contare l’enorme dispendio di energie e risorse necessarie per la produzione, irrimediabilmente sprecate, se il cibo non è consumato. Di fronte a questa disparità, non tutti sono rimasti a guardare; è il caso di Phenix, una startup che ha come obiettivo la lotta allo spreco alimentare

Nata in Francia, l’applicazione è sbarcata a Milano nel settembre del 2021 e poi approdata anche a Torino e Bologna. Phenix offre l’opportunità di comprare una box a sorpresa, contenente alimenti freschi, provenienti dai negozi nelle vicinanze; si tratta di beni che a fine giornata non sono stati acquistati. Basterà scaricare l’app per scoprire quali sono i negozi che collaborano a questa iniziativa, sceglierne uno e il tipo di box che si desidera (es. vegetariana, bio, ecc) e poi passare in negozio per ritirarla.

Phenix offre anche consulenza e formazione a tutte quelle realtà che ogni giorno devono gestire ciò che è avanzato sui loro scaffali (fruttivendoli, panifici, ristoranti, pescherie, bar, hotel e supermercati). Proponendo loro collaborazioni con enti benefici, etichette dedicate ai prodotti in scadenza e vendita di box antispreco.

Grazie a questa applicazione, oltre 3 milioni di consumatori hanno permesso di salvare, solo nel 2014, 150 milioni di pasti. Il risparmio di acquistare con questa app è in media del 50%; senza contare che per ogni box salvata, si guadagnano punti per ottenere nuovi sconti.

Ad oggi, Phenix si sta adoperando per estendere la propria collaborazione anche ad altre città d’Italiaì, creando una rete fatta di consumatori, che in questo modo possono ridurre le spese; commercianti e imprese industriali in grado di gestire al meglio le loro risorse ed enti benefici, coinvolti dall’associazione e che possono ricevere gratuitamente alcuni dei cibi invenduti.