Roma (Torpignattara). Murales dell'artista Etnik
Roma (Torpignattara). Facciata di un palazzo con un murales dell'artista Etnik

Una camminata di poco più di due ore a spasso tra i muri del Pigneto e di Torpignattara, alla scoperta di coloratissime e gigantesche opere d’arte su pareti e palazzi della Capitale. 

Si sta uscendo dai circuiti turistici più conosciuti per addentrarsi a Roma Est. La tangenziale, che come un serpentone si snoda lungo un tratto del percorso del tram 19, si erge imponente sopra di noi, da San Lorenzo a Largo Preneste. La fermata è “Prenestina Caballini”: qui c’è il Pigneto. Tra villette liberty, negozietti vintage, baracche un po’ malmesse e street art si respira ancora l’anima di un quartiere che fortunatamente ha mantenuto intatta la sua veracità.

Ci si addentra nel quartiere, si attraversa la ferrovia e si prosegue. Proprio all’incrocio tra via del Pigneto e via Pavoni, ecco un’opera d’arte a cielo aperto32 metri di wall painting ad opera degli artisti polacchi Bezt e Sainer (la loro sigla è Etam Cru), divenuti esponenti mondiali della street art. A colpi di rulli hanno realizzato, sulla parete di un palazzo di otto piani, un grande murales che si inserisce in quella volontà di riqualificazione delle periferie attraverso l’arte. Qui, un uomo sorseggia il caffè all’interno di un cassonetto della spazzatura.

Roma (Pigneto). Murales degli artisti Etam Cru

Con questa opera siamo entrati a Torpignattara. A pochi metri di distanza l’artista Etnikha realizzato una parete coloratissima: uno sfondo color cielo su cui si stagliano elementi geometrici. L’obiettivo è quello di portare agli occhi della gente il tema dello sgretolamento del tessuto urbano, della mancanza di equilibrio e delle contraddizioni che regolano la nostra epoca. 

A pochi passi di distanza, lo spagnolo Dulk ci catapulta in un universo fiabesco e onirico. Qui uno strano animale, metà orso e metà panda, è raffigurato su un palazzo. Ispirandosi all’arte fiamminga, il murales rappresenta animali “spezzati” dalla realtà, caratterizzati, però, da colori vivaci e brillanti, le cui tinte sgargianti ci conducono in un mondo surreale.

Roma (Torpignattara). Murales dell’artista Dulk

Il tour prosegue in via di Acqua Bullicante, più precisamente al civico 121. Qui lo Spazio Impero, gioiello Art Decò, ospita nelle sue nicchie, in cui un tempo si collocavano le locandine di film e spettacoli, i “5 Melting Icons”. Si tratta di ritratti, raffigurati da David Diavù, di cinque tra i volti più rappresentativi del cinema italiano: Anna Magnani, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Franco Citti e Sergio Citti.

Roma (Torpignattara). Murales dell’artista David Diavù

Ritornando verso il Pigneto non possono sfuggire le opere di Carlos Atoche. Peruviano di nascita, ma romano dal 2003, ha iniziato a occuparsi di street art soltanto dal 2010 ed è riuscito a lasciare il segno. Ogni murales trasmette un senso di delicatezza e mostra come “l’arte scenda dal suo piedistallo concettuale irraggiungibile per dialogare con le persone che, sebbene affermino di non capirla, in fondo ne hanno profondamente bisogno”. È un’arte democratica insomma e si ha la possibilità di apprezzarla passando da via Raimondi, con l’Acquario, mentre, sulla via Prenestina, i colori del murales con i cavalli non passeranno inosservati.

Roma (Pigneto). Murales dell’artista Carlos Atoche