uomo camera oscurita
(Shutterstock.com)

Parafilia è la parola più cercata dagli italiani su Google nel 2025: vediamo cos’è, come si manifesta e quando si può considerare un disturbo.

Il termine parafilia viene dal greco antico, dall’unione dei termini para (παρά), che significa presso o accanto e philia (φιλία), che si traduce con amore o affinità. La traduzione, però, non basta per capire cos’è e perché non sempre viene considerato un disturbo. Procediamo con ordine. La parola, che tra l’altro è stata quella più cercata dagli italiani su Google nel 2025, indica un’attrazione sessuale intensa e persistente rivolta verso oggetti, attività o scenari non convenzionali o devianti rispetto alle norme sociali riguardanti la sessualità.

Non sempre la parafilia denota un disturbo psichiatrico. Questo perché, come sottolinea il Manuale MSD, “una certa varietà nelle attività sessuali è molto frequente nelle relazioni e nelle fantasie sessuali degli adulti sani“. Pertanto, se determinati comportamenti non causano danni e sono consensuali non ci sono problemi. Al contrario, se causano sofferenza, dolore o influiscono sulle normali attività quotidiane si parla di disturbo parafilico. Basti pensare alla pedofilia o alla violenza sessuale.

Donne si tengono mani psicologo seduta
(Shutterstock.com)

Parafilia: sintomi e cura

Secondo gli esperti, affinché a una persona venga diagnosticato il disturbo si devono manifestare almeno due condizioni: la parafilia è intensa e persistente, inoltre provoca disagio e mette a rischio ogni sfera della vita della persona oppure causa danno ad altri. Generalmente, le persone colpite non riescono ad avere rapporti sessuali sani e fondati sulla reciproca affettività. Non è solo la sessualità ad essere compromessa, ma anche l’intera sfera emotiva e affettiva.

Tra i disturbi parafilici più comuni ci sono: l’esibizionismo, il voyeurismo, il sadismo sessuale, il masochismo sessuale e la pedofilia. La cura prevede un percorso di psicoterapia che talvolta può essere associato all’assunzione di farmaci.