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Imballaggi alimentari commestibili realizzati in alghe

Gli imballaggi di plastica inquinano e rimangono anni prima di degradanti. Ed ecco che diventa quanto mai importante il packaging biodegradabile.
A Bali, più precisamente a Ubud, un venditore ambulante di waffle è tra i primi sperimentatori dei nuovi imballaggi alimentari fatti attraverso l’utilizzo di alghe e non di plastica. È una bustina dotata di caratteristiche nutritive e che può essere mangaia. E se invece finisce in terra come rifiuto, si biodegraderà naturalmente, in pochissimo tempo.


“Vogliamo creare un mondo più pulito fermando i rifiuti di plastica dalla radice, non producendoli” Lo afferma David Company, cofondatore di Evoware, la startup indonesiana che ha progettato la confezione dei waffle, “L’Indonesia è seconda solo alla Cina per l’inquinamento plastico che si riversa nell’oceano, dove arrivano prevalentemente imballaggi monouso“.

Alghe

Le alghe, crescendo, riducono la percentuale di anidride carbonica nell’area circostante. In una zona di oceano della dimensione di un campo da baseball si possono coltivare fino a 40 tonnellate di alghe in un anno, un’operazione che assorbirebbe fino a 20,7 tonnellate di gas serra. Tutto ciò che sappiamo del prodotto sopra citato è che l’alga viene trattata per la sicurezza alimentare e convertita in imballaggi senza l’uso di sostanze chimiche, ma il processo produttivo non è stato reso pubblico.

Metodo

Poiché il nuovo imballaggio si scioglie in acqua calda, la startup prevede di utilizzarlo inizialmente per sostituire le piccole bustine di plastica che contengono il condimento delle tagliatelle istantanee. Il sacchetto è insapore e non altera la pietanza.


Caffè istantaneo e imballaggi per hamburger sono altre idee che si sta portando avanti per quanto riguarda la commestibili. A oggi l’imballaggio a base di alghe è più costoso da produrre rispetto a un suo simile in plastica, ma i costi sono destinati ad abbassarsi non appena la startup convertirà la produzione su larga scala.