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Orvieto e le sue ricchezze

Urbs vetus, città vecchia, questo è il nome dell’odierna Orvieto, antico insediamento etrusco. Un centro su una rupe di tufo che accoglie turisti da ogni dove. I motivi per visitare Orvieto risiedono nel suo grande patrimonio artistico e nell’atmosfera accogliente e serena. Domina il Duomo, un maestoso, monumentale gigante che ammalia lo sguardo dei visitatori che girovagando nei meandri del borgo medievale arrivano d’un tratto di fronte allo scenario e non possono che restarne stupiti.

Il Duomo

Fu costruito su due chiese preesistenti per volere di Urbano IV in seguito al miracolo di Bolsena per custodirvi il reliquiario, ed è diventato dal 1290 in poi una vera e propria fucina di arti e mestieri, completata nell’arco di tre secoli.

Lo contraddistinguono elementi gotici, mosaici, marmi policromi, decorazione in oro e vetro, affreschi di Luca Signorelli e del Beato Angelico. Tra gli architetti che contribuirono alla sua costruzione Arnolfo di Cambio e Lorenzo Maitani. Vi si trova anche una Madonna con Bambino di Gentile da Fabriano, mentre le moderne porte in bronzo sono state realizzate negli anni Sessanta dallo scultore siciliano Emilio Greco (1913-1995). Di quest’ultimo sono esposte altre opere a Palazzo Soliano.

Palazzi d’epoca

Ricca di palazzi papali tra cui il Museo dell’Opera del Duomo e il Museo Archeologico Nazionale con vari reperti di epoca etrusca.
Molto singolare è Palazzo del Popolo, risalente al Duecento dove nella sala del Quattrocento sono conservati affreschi rappresentanti i capitani del popolo che vi hanno dimorato. Palazzo dei Sette risale al Duecento ed è stato la sede dei sette magistrati della città e poi del governatore pontificio.

Tra le altre chiese e attrattive San Domenico, San Francesco, la Torre del Moro, il punto più alto della città da cui si ammira il monte Amiata.

Le vie di Orvieto danno l’idea di una continuità con le tradizioni artigianali: il commercio delle locali maioliche fu infatti molto fiorente, favorito dal traffico e dal contatto con altri popoli.
A piedi o tramite una funicolare è raggiungibile la Fortezza dell’Albernoz.

Il pozzo degli innamorati

L’architetto Antonio da Sangallo il Giovane progettò nel Cinquecento il Pozzo di San Patrizio (62 m) con a lato due scale a chiocciola non comunicanti, 70 finestre e due diversi sensi di marcia per facilitare il passaggio dell’acqua destinata a esservi raccolta in caso di emergenza. Leggenda vuole che chi discende nei sotterranei troverà l’altra metà come ricompensa.