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Il progetto dell’Argonne National Laboratory, una spugna che raccoglie gli idrocarburi negli oceani

Di sversamenti di petrolio in mare e disastri ambientali ce ne sono stati fin troppi. Negli attuali sistemi di ripulitura l’olio sversato viene bruciato o raccolto utilizzando maglie o materiali assorbenti. Nessuna delle due tecniche risulta però vincente e risolutiva. Nel primo caso vi è un evidente ulteriore peggioramento dell’impatto ambientale e in entrambe le situazioni si agisce esclusivamente in superficie, sebbene parte degli idrocarburi rimangano intrappolati sotto le onde.

La spugna

L’Argonne National Laboratory, uno dei più importanti centri di ricerca nazionali degli Stati Uniti, ha una sua idea per placare tutto questo: Oleo Sponge, una speciale spugna per la raccolta degli idrocarburi che, a detta degli inventori, è dotata di mille vite.
Oleo Sponge è in grado di operare lungo l’intera colonna d’acqua, assorbendo quindi non solo il materiale che si deposita in superficie. Il risultato ottenuto è frutto di ricerche precedenti. La spugna è composta da una comune schiuma di poliuretano, materiale ampiamente utilizzato in vari settori proprio per le note proprietà assorbenti. Questo però non bastava, perché era necessario trovare un modo per attrarre gli idrocarburi in modo selettivo. I ricercatori hanno quindi optato per una superficie chimica ad hoc. La spugna è stata ricoperta da un sottile strato di ossido di metallo che funzione come una sorta di collante, in grado di attirare le molecole oleose, separandole dall’acqua, che vengono poi immagazzinate nella cellulosa.


Nei test di laboratorio, Oleo Sponge si è dimostrata in grado di raccogliere in modo efficiente gasolio e petrolio greggio sia in superficie sia sotto la colonna d’acqua. Parliamo inoltre di uno strumento estremamente resistente e durevole.