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Food blogger (shutterstock.com)

Un format di 5 puntate sui social network con noti food influencer per indagare il rapporto tra food e digital nel possibile passaggio dal #foodporn al #foodlove

Dal 21 aprile parte con RuralHack la rubrica dedicata a cibo, dati e influencer nell’epoca della pandemia

Il cibo è una vera e propria passione/ossessione sbocciata in tempi relativamente recenti e che imperversa fra giovani e meno giovani, nell’universo mediatico a 360°.

Uno dei topic più trattati sul web è per l’appunto quello del cibo, con i vari hashtag #food e #foodporn che puntualmente occupano i primi posti fra le classifiche di analisi delle conversazioni online.

I social network, in questi anni, si sono dimostrati gli alleati d’elezione di questa tendenza. Sono davvero in pochi quelli che possono dire di non aver mai sentito parlare di food porn, termine che comunemente definisce la pratica di chi fotografa e condivide sui social media immagini di cibo, ma che ormai viene utilizzato per indicare in generale la sovraesposizione mediatica del food.

Si tratta di un fenomeno di dimensioni importantissime, al momento in cui si scrive l’espressione “food porn” conta 25.100.000 risultati su Google, una voce su Wikipedia, varie pagine Facebook con milioni di like, 241.637.289 post con l’hashtag #foodporn su Instagram.

Anche (e soprattutto) nei mesi più duri del lockdown, in base alla classifica delle sei attività/contenuti maggiormente seguiti sui social e con più interazioni, connessi all’hashtag #iorestoacasa, veniamo a sapere che il primo posto è occupato dal cucinare.

Bambini, ragazzi e adulti, uomini e donne, food influencer e celebrities: chiunque ha impegnato il tempo in cucina e a condividere sui propri social piatti di ogni tipo e infatti, tra gli hashtag più menzionati dagli italiani tra il 12 e il 15 marzo si ritrovano #food (5,2K) e #foodporn (5,1K) (dati Blogmeter).

FoodHacker dal #foodporn al #foodlove – Cibo, dati e influencer nell’epoca della pandemia è un format di 5 puntate.

Con video e articoli di accompagnamento che indaga come cambiano le relazioni tra cibo e digitale nell’epoca del Covid, realizzato da RuralHack nei programmi di ricerca/azione portati avanti con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

Il format prevede una puntata introduttiva e a seguire 4 puntate tematiche su: digital food e lockdown, Dieta Mediterranea, la qualità alimentare e la sua comunicazione e un’ulteriore puntata dedicata al tema del food influencer marketing.

Queste tematiche vengono affrontate da 4 noti food influencer della rete e da un’esperta di marketing e comunicazione del food.

Si tratta di un progetto reso possibile grazie al fondamentale supporto, in particolare, degli studenti del corso di Comunicazione, Marketing e Pubblicità del Prof. Alex Giordano, già direttore scientifico di RuralHack, il corso di Comunicazione d’impresa della Prof.ssa Giustina Orientale Caputo e il corso di Teorie e Tecniche della Comunicazione del Prof. Lello Savonardo.

Un primo “esperimento” che non intende fermarsi qui e che continuerà ad indagare le relazioni tra food e digitale con il coinvolgimento di altri protagonisti del settore e della rete, aprendo un invito a chiunque voglia dare un contributo (per questo potete scrivere a info@ruralhack.org).

FoodHacker intende “hackerare”, ricombinare il concetto di #foodporn cercando di capire se alcune parti della sua grammatica possano essere utilizzate per il cibo di qualità ripristinando un rapporto di amore tra cibo e pubblici interconnessi.

I temi sono trattati dunque da diversi punti di vista, da operatori del settore e da food influencer differenti, per offrire una visione del fenomeno che ormai fa parte delle maglie della rete, del marketing, della vita online ma anche off-line, in un momento decisamente particolare come questo della pandemia.

Ci si chiede se possono questi mezzi digitali e queste figure che si muovono nell’infosfera influenzare gli stili di vita e le abitudini alimentari, ridisegnare i significati della qualità, trasmettere valori e concetti legati al cibo.

Con questo format, con tutta la ricerca che c’è dietro e i suoi futuri sviluppi, si cerca di capire se il digitale può aiutare nel segnare il passaggio dal #foodporn al #foodlove in maniera significativa e innovativa.

I protagonisti di questa prima edizione sono alcuni dei principali food influencer della rete, tutti molto diversi tra di loro ma scelti proprio sulla base delle loro peculiarità rivelatesi molto interessanti

Karen Phillips, wine e food blogger nonché sommelier, di origini americane, scrive i suoi articoli sul suo blog blogspot.com, nato nel 2009, in cui racconta minuziosamente ai suoi utenti le sue esperienze in ristoranti stellati e non, aziende agricole, pasticcerie, aziende vinicole; descrivendo location, piatti e storie di vari chef nei minimi particolari, il tutto dal suo punto di vista unico;

Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico, fondatore del Luciano Pignataro Food&Wine Blog e autore di numerosi libri sulla tradizione culinaria e vinicola campana e italiana in generale. Attraverso i suoi canali sul web recensisce prodotti e locali del nostro Paese e contribuisce da anni a divulgare i principi della Dieta Mediterranea. È infatti ambasciatore della Dieta Mediterranea nel mondo e testimone delle principali esperienze che tramandano i saperi e i sapori di questo stile di vita. Al centro dei suoi interessi la ristorazione di qualità, la difesa dei prodotti tipici e dell’agricoltura ecocompatibile;

Sonia Peronaci, capostipite delle food blogger italiane, cuoca, scrittrice e conduttrice televisiva, è nota per essere stata la fondatrice di Giallozafferano, fra i primi food blog ricchissimo di ricette. Oggi è a capo del sito it dove giornalmente si spende per far conoscere ai suoi utenti ricette, trucchi e segreti della cucina casalinga;

Flavia Corrado, meglio nota come Zia Flavia foodn’boobs, food blogger partenopea trapiantata a Milano, gioca molto sulla relazione tra cibo e corpo, mescolando alle sue recensioni su prodotti e locali una buona dose di provocazione e ironia;

Valentina Castellano, sociologa campana, specializzata in comunicazione e marketing, attualmente riveste il ruolo di social media manager, responsabile comunicazione ed eventi presso diverse strutture del settore food.

A partire dal 21 aprile e per i successivi 4 mercoledì, sarà visibile una puntata a settimana sui canali social di RuralHack e dei vari partner e protagonisti, e un articolo di approfondimento annesso sul sito AgriFood Today.

FoodHacker è un format realizzato da RuralHack nei programmi di ricerca/azione portati avanti con il Dipartimenti di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in partnership con AgriFood Today, Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Identità Insorgenti, La Nuova Ecologia, Osservatorio Giovani e con il supporto di Europa Today, Napoli Today, Societing4.0 e PIDMed.

#FoodHacker

www.info@ruralhack.org

pina.caliento@ruralhack.org