Max Ernst
SOLITARIO ALBERO E UNITI ALBERI, 1940 DI MAX ERNST

Milano ai margini di una foresta. Il progetto Soulfood Forestfarms, verso la rigenerazione del pianeta.

“Bisognerebbe chiedere ai bambini e agli uccelli che sapore hanno le ciliegie e le fragole”. (Johann Wolfgang von Goethe).

Max Ernst, Au premier mot limpide, 1923
Max Ernst, Au premier mot limpide, 1923

Foreste metropolitane

Esiste una Milano verde e orizzontale, che riforma e riqualifica la propria identità agricola, patrimonio tipico e distintivo della città dai tempi delle abbazie cistercensi, esse infatti rappresentano i nuclei originari della produzione agraria nei dintorni di Milano e conservano e testimoniano tutt’oggi, quanto non è andato interamente perduto.

Mentre la città si sviluppa verso l’alto, il carattere originale del territorio resiste: è infatti ancora possibile rintracciare frammenti di una realtà rurale, l’andamento dei campi, insieme ai camminamenti e alle strade che collegavano le cascine e i borghi. E’ proprio in questo margine, in questo spazio urbanistico e culturale, tra ‘forme della città’ e ‘forme della campagna’, che si disegna la possibilità di ridefinire l’idea di città contemporanea: nello spazio del margine, quindi, possiamo tracciare la rete ecologica che lega le aree del verde artificiale e urbano alle aree naturali del territorio, elemento fondamentale per il mantenimento della residua biodiversità.

L’idea di una città contemporanea, connessa, ed ecologica, è alla base del progetto Soulfood Forestfarms, acceleratore globale per la rigenerazione socio-ambientale locale, che si muove per il ripristino e la difesa degli ecosistemi, collaborando con la natura per mettere in atto una vera e propria transizione verde. L’azione principale di questo gruppo di pionieri della rigenerazione, è appunto, l’Agroforestazione rigenerativa: una serie di pratiche ecologiche volte alla protezione, alla cura e alla tutela della biodiversità, elemento centrale del funzionamento della terra.

Logo Soul Food
Logo Soul Food

La Foresta, luogo sacro

La parola Agroforestazione nasce a partire dal termine “Foresta” il cui etimo ci riporta al significato di “varco” o “entrata”, ‘giacché la foresta era vista come punto di accesso a un mondo magico e divino, dove ogni pianta, albero o animale era sacro’.

La foresta rappresenta l’ecosistema più completo, adatto, e funzionante, la “porta” che si apre indicandoci l’accesso e la strada verso la rigenerazione del pianeta.

L’ecosistema spontaneo e autonomo della foresta costituisce il fulcro delle azioni e del pensiero di Soulfood Forestfarms, il cui approccio è sinergico e sintropico: è energia che alimenta la vita.

Nasce così il bisogno di connessione (e di amore), il bisogno di convergere l’energia in modo efficiente e organizzato. Oltre alla gestione del rapporto tra le aree urbane e le aree agricole, la cooperativa Soulfood Forestfarms, integra la protezione delle risorse naturali del territorio attraverso la collaborazione con agricoltori locali, accompagnandoli nel processo di transizione e nella gestione del territorio agricolo, costituendo un vero e proprio ponte (sinergico) tra l’attività dell’agricoltore e il mercato locale, le comunità e i sostenitori.

Milano Metropoli Agricola
Milano Metropoli Agricola

Radici in espansione

Una vera e propria rete che si attiva come una radice, con funzioni di ancoraggio, conduzione e produzione, Soulfood Forestfarms è infatti in grado di produrre alimenti, medicinali, fibre, legname, composti chimici e biocarburanti; aumentando al contempo biodiversità, in azione sinergica, dunque, per un apporto concreto a beneficio di tutti.

Esperienze, dati, materiali, metodi e strumenti vengono poi condivisi dal gruppo in connessione costante con aziende, sviluppatori di macchinari e Università, con l’obiettivo di creare diversi Hub (enti coordinatori), composti da un team competente e preparato in grado di promuovere l’Agroforestazione Rigenerativa.

Per facilitare questo processo nasce Forestfarm in a Box, scatole di finanziamento pensate per aiutare le realtà agricole nella transizione a lungo termine, verso la sostenibilità e il carbon zero.

L’Agroforestazione rappresenta una strada per riconoscere e sperimentare modelli ecologici concreti, in un’ottica di sviluppo sostenibile delle Policy europee, tracciando, inoltre, la possibilità per l’accesso ad un cibo sano e locale e a un lavoro qualificante e giustamente retribuito.

Papaveri a Milano
Papaveri a Milano

Milano ecosostenibile, agricola e sociale

Milano ora ha la sua porta (verde) per l’accesso alla “sua foresta” e a quanto finora descritto. La porta si trova a Corvetto, uno dei quartieri più difficili e problematici della città, con bassi livelli di formazione, alto tasso di disoccupazione e una consistente percentuale di popolazione straniera (fonti: censimento 2011- Comune di Milano).

Ai margini del Corvetto cominciano i campi del Parco Agricolo Sud Milano, enorme ricchezza paesaggistico-ambientale che rimane tuttavia estranea alla collettività proprio per la mancanza di presidi sociali. Per connettere il parco alle persone nasce Corvetto PortaVerde, un progetto che intende avviare le aziende agricole della Valle della Vettabbia (anche conosciuta come Valle dei Monaci), verso la conversione ecologica all’agroforestazione e alle pratiche agroforestali che avranno effetti benefici sull’ambiente e sugli abitanti: riduzione della CO2, produzione di prodotti agricoli locali, accorciamento della filiera (domanda e offerta dei prodotti diretta perché locale), maggiore presenza di manodopera – rivolta soprattutto agli abitanti del Corvetto e alle aree limitrofe -, un legame più stretto con le aree periurbane agricole e quindi un’espansione sociale e di scambio più forte e autentica.

Milano verso la rigenerazione
Agricoltura sinergica

CasciNet. Rigenera terra e persone

Da monastero a cascina agricola, CasciNet rientra nel circuito agricolo, sociale e storico delle cascine milanesi. L’edificio è composto da un complesso rurale che presenta, oltre ad un portico cinquecentesco a tre arcate, anche magazzini, stalle, abitazioni e fienili. Spicca la presenza di un abside di periodo romanico. Nel maggio del 2000, grazie al lavoro di un gruppo di 10 giovani milanesi, gli spazi cascinali trovano nuova vita: nasce l’“Associazione di Promozione Sociale CasciNet”. Attraverso l’agricoltura, l’arte, la cucina e l’ospitalità, questo luogo realizza un modello di vita sostenibile: nutrire, riposare, lavorare, coltivare, socializzare, inventare, meditare e pensare sono le parole chiave della missione ecologica e culturale di questa organizzazione.

Tutto questo ci riporta nuovamente alla Foresta – luogo dell’incanto e dell’inconscio – luogo della natura totale e assoluta, luogo dell’inizio e della fine, di arrivo e insieme di partenza: «divina foresta spessa e viva», dove tutte le anime che hanno compiuto l’espiazione, prendendo coscienza dei propri limiti e dei propri doveri, accoglieranno finalmente il finito e l’infinito, accettando di inoltrarsi nel luogo dove la natura perfetta e la natura umana coesistono in un unico sistema.

P. Bruegel, Adamo ed Eva nell'Eden
P. Bruegel, Adamo ed Eva nell’Eden