Mungitura del latte
(Ronaldo Almeida/Shutterstock.com)

In crisi il mercato del latte per l’incremento dei costi di produzione e per il ribasso dei prezzi relativi al latte crudo. Patuanelli chiede incontro con la filiera lattiero-casearia

Incremento dei costi di produzione

Il ministro delle politiche agricole Patuanelli ha riunito il 30 settembre tutte le componenti economiche del sistema produttivo lattiero caseario nazionale per tentare di arginare la grave difficoltà che affligge il mercato del latte italiano. Sono due i problemi principali oggetto del tavolo di confronto al Mipaaf. Innanzitutto, vi è un sostanziale incremento dei costi di produzione, a causa dell’aumento del costo delle materie prime nel mercato internazionale, soprattutto quello dei prodotti energetici e degli alimenti per il bestiame (soia, mai e cereali).

Infatti, le quotazioni internazionali relative ai fattori di produzione della zootecnia da latte sono raddoppiate rispetto alla cifra dell’estate 2020, mettendo in difficoltà sia la liquidità aziendale sia i bilanci economici a consuntivo del 2021.

Prezzo troppo basso del latte crudo in Italia

L’altro fattore analizzato è il prezzo del latte crudo alla stalla, considerato troppo basso in Italia e quindi destabilizzante per i produttori. Se si considera, invece, l’andamento degli ultimi tempi nei diversi paesi europei emergono dinamiche differenti, con il Belpaese sempre un passo indietro però.

Coldiretti, “compensi equi e sostenibilità finanziaria”

Patuanelli ha accolto la richiesta di Coldiretti affinché “nei contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori siano concordati compensi equi. Alla base dell’alimentazione degli animali è fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti sottraendoli al rischio di chiusura a causa di prezzi sotto i costi di produzione” afferma Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti.

Il presidente di Coldiretti Veneto, Daniele Salvagno sostiene che un’adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è una condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e i territori italiani. “Quando una stalla chiude – conclude Salvagno – si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”.