Malto d'orzo
(shutterstock.com/Anna-2118)

Il malto d’orzo, all’apparenza molto simile al miele, può essere impiegato in diversi modi. Scopriamo le proprietà e le controindicazioni.

Dolcificante naturale, il malto d’orzo, come suggerisce il nome, si ottiene per estrazione dall’orzo germogliato. Quest’ultimo viene essiccato e cotto per poi essere ridotto in forma liquida oppure in polvere. Nello specifico, quando è di consistenza liquida è molto simile al miele e, in caso di dieta vegana, può essere una valida alternativa. Essendo uno zucchero naturale, il malto d’orzo può essere utilizzato per dolcificare bevande e dolci. Presenta un apporto calorico inferiore rispetto al suo collega di polvere bianca e anche un indice glicemico più basso. Questo significa che, rispetto al saccarosio, ha un minore impatto sulla glicemia. Pertanto, può essere utile per ridurre i picchi glicemici post prandiali, ma non dimenticate che il modo migliore per ridurli è diminuire l’assunzione di zuccheri totali.

Rispetto allo zucchero normale, il malto d’orzo non è raffinato e presenta una quantità maggiore di minerali. Per beneficiare di quest’ultimi, però, ne vanno assunte dosi massicce. Il ‘collega’ del miele può essere usato come suo sostituto oppure al posto della marmellata e, quindi, spalmato su pane, fette biscottate o pancake. Inoltre, può essere impiegato per migliorare la lievitazione delle torte o dei prodotti da forno che prevedono l’impiego del lievito di birra.

Orzo germogliato
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Malto d’orzo: controindicazioni

Pur essendo uno zucchero naturale, il malto d’orzo presenta delle controindicazioni da tenere bene a mente. Come già sottolineato, può essere utilizzato da persone che hanno problemi di glicemia, ma non bisogna mai abusarne. Quanti soffrono di celiachia o intolleranza/sensibilità al glutine, invece, se ne devono tenere alla larga. Il malto d’orzo, infatti, contiene glutine. Ricordatevi, infine, che per quel che riguarda le sostanze zuccherine i LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) raccomandano di assimilare un massimo del 15% del fabbisogno energetico totale dagli zuccheri semplici. Pensate, ad esempio, che un uomo adulto medio, con un fabbisogno calorico quotidiano di 2.000 calorie, dovrebbe assumere un massimo di 75 grammi di zuccheri semplici al dì, pari al contenuto di zuccheri semplici di circa 3 mele grandi.