Pelle malattia della pioggia
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La malattia della pioggia preoccupa l’Europa: scopriamo cos’è, come si prende e quali sono le migliori strategie di prevenzione da adottare.

Causata dal batterio Dermatophilus congolensis, la malattia della pioggia si chiama tecnicamente dermatofilosi. L’infezione, fino a oggi nota soprattutto in ambito veterinario perché colpisce gli animali, sta preoccupando gli esperti perché sta attaccando in modo sempre maggiore anche gli esseri umani.

Nell’uomo, l’infezione è sempre stata considerata rara, ma dati gli ultimi contagi in Europa – al 20 agosto 2026, 123 casi in 10 Paesi UE (nello specifico, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito) – si teme che il batterio sia diventato più aggressivo nei riguardi delle persone.

La malattia della pioggia riguarda principalmente la pelle. I sintomi più comuni sono: papule, pustole, piccole croste, desquamazioni e prurito. Molto probabilmente, la trasmissione del virus avviene per contatto fisico stretto tra una persona positiva e una sana (rapporti sessuali o sport di contatto come le arti marziali), oppure tramite l’uso condiviso di oggetti contaminati (come asciugamani, saune, etc).

Braccio malattia della pioggia
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Come si cura la malattia della pioggia?

Nella maggior parte dei casi, come sottolineato dal virologo Matteo Bassetti, la malattia della pioggia si risolve con una comune terapia antibiotica. Tuttavia, siccome non si conoscono ancora bene i decorsi che può avere sugli esseri umani, è bene attuare alcune norme preventive: tenere la pelle pulita e asciugata, evitare la condivisione di asciugamani, indumenti intimi e altri tessuti che entrano a contatto diretto con l’epidermide ed eventuali secrezioni corporee e coprire ferite o escoriazioni. Questi accorgimenti si devono osservare soprattutto nei luoghi caldi condivisi, come saune o docce delle palestre.