Civita di Bagnoregio (Shutterstock.com)

Sono sei i siti già Patrimonio dell’Umanità di questa regione, ma ha già proposto la sua candidatura per il prossimo anno

Sono sei i siti del Lazio che potranno essere scoperti al World tourism event, ossia il Salone mondiale del turismo che si terrà a Padova dal 23 al 25 settembre, e che promuove – da 12 anni a questa parte – il turismo culturale, consapevole e sostenibile: Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, le Necropoli  etrusche di Cerveteri e Tarquinia, il centro storico di Roma – a cui si sono aggiunti la Macchina di Santa Rosa a Viterbo, quale patrimonio immateriale dell’umanità e la faggeta di Monte Raschio di Oriolo Romano, situata all’interno del Parco naturale regionale di Bracciano – Martignano e la faggeta del Monte Cimino a Soriano nel Cimino.

Ma alla regione questi riconoscimenti non bastano e ha già proposto la sua candidatura per il prossimo anno, puntando su Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Il “paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio”, già dallo scorso gennaio è candidato ad entrare nella World heritage list Unesco 2022, scelto dal Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco.

Nota come “la città che muore”, Civita di Bagnoregio vede ogni anno molti turisti a visitarla, affascinati dalla sua collocazione in cima a uno sperone roccioso, dalla sua conformazione intatta dal Medioevo e dalla sua ospitalità raccolta. Il primo appello per sostenere la candidatura di Civita a Patrimonio Unesco, risale al maggio del 2015, con l’adesione di migliaia di cittadini e oltre 150 personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo, ma non ci fu nulla di fatto. Staremo a vedere se la spunterà il prossimo anno.