Auto di Google Street View
Auto di Google Street View

Le automobili di Google, utilizzate per le mappature di Maps, avranno ora anche un’altra importante utilità: calcolare, grazie ai sensori della compagnia Aclima, i livelli di inquinamento atmosferico. Il progetto, denominato Environmental Insights Explorer (EIE), ci informerà a portata di smartphone

Google street view è un servizio di Google Maps e Google Earth lanciato il 25 maggio 2007, capace di fornire panoramiche a 360° grazie alle mappature di automobili partite in giro per il mondo. Recentemente, il famoso servizio non permetterà solo di viaggiare digitalmente in ogni dove, ma anche di calcolare il livello d’inquinamento nell’aria, in un progetto che ha preso il nome di Environmental Insights Explorer (EIE). Grazie all’accordo con la compagnia tecnologica americana Aclima, sarà possibile installare sensori sui veicoli della grande G, in grado di calcolare anidride carbonica, monossido di carbonio, ossido nitrico, biossido di azoto, ozono e particolato con una precisione decisamente soddisfacente. Tali dati saranno elaborati opportunamente per assegnare loro anche il grado di rappresentatività e saranno resi disponibili in forma “aggregata” su Google BigQuery (una sorta di riassunto), e “completa” su richiesta per promuovere la scienza e la ricerca sulla qualità dell’aria.

Inizi e diffusione

I primi test sono stati effettuati su tre macchine mandate a girare per Denver, in Colorado (l’esperimento è stato realizzato in collaborazione con la Nasa e l’Environmental Protection Agency). Durante le 750 ore di guida, le auto hanno raccolto circa 150 milioni di dati, rilevando la percentuale quotidiana di sostanze inquinanti.
Ultimamente le automobili della casa di Mountain View hanno superato i confini degli States, svolgendo registrazioni anche a Sydney, Città del Messico e, da pochissimo, in Europa; luoghi come Dublino, Birmingham e Manchester si sono decise ad aprire le porte a questa iniziativa e, in futuro, si prospetta che il fenomeno possa allargarsi anche in altre città del continente.

Una realtà in espansione

Ovunque vadano, le vetture dotate di sensore eseguono più letture della qualità dell’aria in ogni posizione. I campioni d’aria sono raccolti tramite un tubo di aspirazione sul paraurti anteriore dei veicoli, che filtra attraverso un’unità di analisi nel bagagliaio. Questi dati vengono quindi inviati a Google Cloud dove sono analizzati e integrati in una mappa sempre più ampia e dettagliata di, attualmente, 3.000 città.
Il servizio, attualmente ancora in fase sperimentale, garantisce dati verosimili sull’emissione degli edifici e del trasporto, nonché sul potenziale di produzione solare esercitato dal sole sul tetto delle abitazioni. Inoltre è ancora ad una fase beta, nella sola Los Angeles, la funzione Tree Canopy che garantisce la mappatura degli alberi in virtù di una miglioria negli ecosistemi urbani.

Scopi

Con tutto questo, l’intento di Google è quello di mettere a disposizione dei policy maker, dei portatori d’interesse e dell’intera popolazione uno strumento di informazione capace di stimare la concentrazione in atmosfera di diversi gas a effetto serra, espressi in tonnellate o libbre di biossido di carbonio equivalente.
«Se tuo figlio è asmatico, con queste informazioni potrai programmare meglio i tuoi spostamenti», suggerisce Karin Tuxen-Bettman, Program Manager di Google Earth Outreach. «E se fai parte delle istituzioni locali puoi riflettere su quali piccoli cambiamenti mettere in atto per migliorare la qualità dell’aria, mentre se sei uno scienziato puoi usare questi elementi per realizzare modelli e fare ricerca».