shutterstock.com

A San Filippo di Mela, in provincia di Messina, è stato ideato il primo impianto solare termodinamico a letti fluidi Stem

Un impianto solare termodinamico funziona grazie alla concentrazione del calore dei raggi solari – per mezzo di specchi – in una enorme batteria, la quale per l’appunto trattiene questa energia termica sotto forma di calore. Si possono produrre grandi quantità di energia e la Sicilia, in tal senso, è un apripista, perché nel 2016 ha ospitato il primo impianto solare termodinamico a letti fluidi Stem.

Nello specifico questo impianto solare termodinamico è stato costruito e messo in funzione a San Filippo di Mela, in provincia di Messina: l’ideazione e la realizzazione è stata del Gruppo Magaldi, con la collaborazione dell’Istituto di ricerche sulla combustione del Cnr e del Dipartimento di ingegneria chimica, dei materiali e della produzione industriale dell’Università di Napoli Federico II. L’impianto in questione è costituito da oltre 700 eliostati, ovvero da ‘specchi’ capaci di convogliare i raggi solari su un grande contenitore cilindrico e metallico. Qui, al suo interno, è posizionato un letto di sabbia capace di raggiungere una temperatura superiore ai 600 gradi centigradi: il vapore generato viene convogliato in un sistema di tubature per poi essere trasformato in energia elettrica rinnovabile.

Tutti gli impianti sono a basso impatto ambientale. Il primo impianto solare termodinamico Stem è costituito da un unico modulo con una capacità di 2 Megawatt, occupando complessivamente 2,25 ettari di superficie. A seconda dell’utilizzo, questa unità è in grado di produrre ogni giorno 20,5 tonnellate di vapore, oppure un quantitativo di energia pari a 500 KWH.