
Quante volte mangiare i legumi a settimana? Se inseriti correttamente, aiutano a combattere tante problematiche di salute.
Dai ceci alle lenticchie, passando per la soia, i fagioli, le fave e la meno conosciuta cicerchia: i legumi sono diversi e tutti sono benefici per la salute. Qualcuno pensa che inserirli nella dieta sia difficile, altri sostengono che siano poco saporiti e altri ancora che siano monotoni. Niente di più sbagliato, visto che possono essere usati in mille modi e altrettante ricette, sia dolci che salate. Ma, la loro marcia in più, quella che dovrebbe spingerci al consumo più volte a settimana (quante lo chiariamo tra un po’), non è né il gusto né tantomeno la versatilità in cucina.
I legumi contengono principalmente proteine, motivo per cui sono una valida alternativa a carne, pesce, uova e formaggi. Inoltre, presentano una buona quota di carboidrati, molte fibre e vitamine del gruppo B, mentre sono praticamente privi di grassi. Grazie a queste proprietà, se inseriti in una dieta corretta, possono apportare numerosi benefici all’organismo, come: riduzione del colesterolo cattivo, equilibrio della glicemia, nutrizione del microbiota intestinale, difesa della salute dell’intestino, del sistema immunitario e cardiovascolare e contrasto dell’obesità.

Legumi: quante volte a settimana?
Secondo le linee guida, i legumi andrebbero consumati almeno quattro o cinque volte a settimana. Tuttavia, alcune raccomandazioni internazionali suggeriscono addirittura di mangiarli ogni giorno, prevedendo almeno un pasto al giorno completamente vegetale tra pranzo e cena. E’ bene sottolineare che quanti non sono abituati al consumo potrebbero accusare gonfiore post pasto: è assolutamente normale, visto che il microbiota deve adattarsi all’apporto di fibre. Il consiglio è inserirli gradualmente, magari preferendo le varietà decorticate, che garantiscono la digeribilità.
In alternativa, i legumi possono essere mangiati passati, frullati o addirittura sotto forma di farina o pasta. Anche quanti soffrono di reflusso o sindrome del colon irritabile possono consumarli, ma è sempre meglio scegliere qualità decorticate e inserirli nella dieta in modo graduale.









