Bambini a Gaza
Bambini a Gaza (shutterstock.com)

L’aumento delle tensioni in Israele e in Cisgiordania ha creato un vero e proprio scenario di guerra. Si contano centinaia di feriti e decine di vittime. Comprendere la realtà della Striscia di Gaza e del conflitto israelo – palestinese non è semplice, un aiuto può venire dalle più accurate e importanti serie tv che affrontano questo delicato e difficile tema.

Fauda (dalla parola araba “Fawda” che significa “caos”) è una serie televisiva israeliana.

Sviluppata da Lior Raz e Avi Issacharoff avvalendosi delle loro esperienze nelle forze di difesa israeliane. Lior Raz, che è anche protagonista della serie, infatti è un ex militare del Mista’arvim, l’unità speciale dell’esercito israeliano.

La serie racconta la storia di Doron, un ufficiale di un’unità di forze speciali israeliane che agisce nei territori palestinesi di Gaza e del suo reparto, mentre cercano di prendere un terrorista di Hamas responsabile di diversi attacchi, conosciuto come “Abu-Akhmed” o “La Pantera”.

Un episodio della prima stagione è dedicato a Iriz Azulai, ragazza 19enne che all’epoca era la fidanzata del protagonista Lior Raz, pugnalata a morte da un terrorista nell’ottobre 1990 a Gerusalemme. Le tre stagioni di Fauda sono disponibili su Netflix.

Con dialoghi in ebraico, persiano e inglese, un’altra serie degna di nota è Teheran, thriller di spionaggio israeliano.

La serie segue le vicende di Tamar Rabinyan una hacker informatica, nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del Mossad (l’agenzia di intelligence israeliana) nella sua prima missione nella capitale iraniana Teheran, luogo della sua nascita. Sotto falsa identità Tamar dovrà tornare in Iran e manomettere una centrale nucleare. Durante la missione però, le cose si complicano e Tamar è costretta a fuggire. Teheran è distribuito da Apple Tv.

Sempre su Netflix, tra le serie tv più guardate, è d’obbligo citare Shtisel una serie televisiva israeliana su una famiglia immaginaria ebrea “ultra-ortodossa” che vive a Geula, quartiere del centro di Gerusalemme.

La serie segue le vite di Shulem, patriarca di Shtisel e rabbino del “cheder” locale (scuola primaria tradizionale in cui si insegnano i principi fondamentali della religione e della lingua ebraiche) così come quelle degli altri membri della sua famiglia. Shtisel si trova in un quartiere “Haredi” ossia senza Internet. La comunità segue rigide usanze haredi e la violazione delle norme spesso causa il caos all’interno della famiglia. La serie è stata considerata molto innovativa in Israele perché per la prima volta non ha ritratto la comunità ortodossa in un’ottica principalmente politica, ma ha rappresentato i protagonisti come persone normali, e con molta ironia.

Shtisel vede la partecipazione di Shira Haas, la talentuosa attrice che molti di noi hanno conosciuto grazie ad Unorthodox la miniserie basata sull’autobiografia del 2012 di Deborah Feldman: “Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche” e resa disponibile sulla piattaforma Netflix dal 26 marzo 2020.

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